20-01-2017

Banche, i Finti Venti Miliardi di Interventi dello Stato

Vergognoso che mentre nelle zone terremotate non arrivano neanche i soldi donati dai privati si destini l'intervento statale in larga parte a "garantire" le emissioni obbligazionarie di sei istituti che non hanno la liquidità per andare avanti, la prima delle quali a MPS. Le garanzie che come tali furbescamente non vanno a incidere sul debito pubblico sino a che non vengano esercitate ammontano a un massimo di quindici miliardi. Dunque dei venti miliardi di "intervento dello stato" ne rimangono cinque per entrare nel capitale di MPS.
Se la richiesta della Bce è di 8,8 e come dice ieri Falciai lo stato avrà il settanta per cento, bisogna che il rimanente trenta per cento venga dalla conversione obbligatoria di tutte le subordinate e non solo: Generali aveva accettato una conversione di un miliardo in quattrocento milioni di azioni, dunque cinque miliardi di subordinate non saranno convertite in più di due miliardi di capitale.
Allora o la BCE abbassa le richieste di capitale o si deve procedere alla conversione forzosa anche di una parte delle obbligazioni ordinarie.
Poi una volta che le sei banche hanno emesso queste obbligazioni comunque dovranno scaricare le sofferenze: o le si infila come probabile nei piani di risparmio individuale, vendendo ai clienti delle banche il presunto beneficio fiscale, o larga parte di queste istituzioni rimangono insolventi. Il tutto per non smontare un groviglio di interessi intricati che probabilmente rivelerebbe alcune cose interessanti: ad esempio che il grande sviluppo immobiliare di Milano è stato fatto con debiti non rimborsati, costruendo palazzi inutili e svuotando icone dell'architettura italiana come il Pirelli. Lo "skyline" di Milano sarà pure bello ma è vuoto.
Sembra più di avere a che fare con lo sceriffo di Nottingham che con il ministero dell'economia.
 
 

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