16-05-2016

BPM/Popolare, Oggi il Piano Industriale, un'Altra Beffa per gli Investtori (e per i Dipendenti)

Tutte le considerazioni che si sentono sulla opportunità di questa fusione non hanno alcun fondamento logico. Sono in molti a sostenere che nascerebbe così un gruppo con forte radicamento sul territorio ma questo non ha impedito al Popolare di fare disastri enormi nel recente passato. Dal punto di vista dell'azionista BPM. Giarda che era la persona più competente e onesta della partita, lasciando il consiglio di sorveglianza ha espresso parere negativo sulla fusione. Del resto in una operazione quasi alla pari BPM si fa carico del doppio dei propri sportelli e sinergie, visto che appunto le due banche dovrebbero coprire territori diversi davvero non se ne vedono, a meno di licenziare migliaia di persone. L'aumento di capitale del Popolare riceverà senz'altro il sostegno degli azionisti che ancora hanno i mezzi per sottoscriverlo, mentre vi è da augurarsi che il nuovo consiglio di sorveglianza di Bpm spinga a bocciare a valle la fusione. Il CdS è espressione dei dipendenti che commeterebbero un suicidio sottoscrivendo a tale operazione. Per una volta gli interessi interni e degli azionisti coincidono, sino ad ora la potenziale fusione con il Popolare non ha fatto che penalizzare il titolo di BPM e a maggior ragione così sarà se la fusione va in porto.
Perchè il management la spinga sembra piuttosto evidente, a Castagna andrebbe un compenso di tre milioni annui.

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