11-11-2005

Cambiamenti in vista per Microsoft

Dopo un’incontestabile leadership mondiale nel software, acquisita ormai da tanti anni, il gigante Microsoft si trova nella condizione di non essere più invulnerabile. È in base a questo assunto che il suo condottiero e fondatore, Bill Gates, è ora impegnato in una sorta di rivoluzione: ha promesso di far scattare entro breve tempo un cambio radicale del suo regime interno, per rimuovere la staticità dei suoi organici e delle sue strategie e per ribaltare le sorti di una guerra senza quartiere contro una nuova generazione di concorrenti, Google e simili, che avanza sull’ “autostrada” elettronica con crescenti piani di espansione nell’universo multimediale.

Il segnale della carenza di agilità palesata da Microsoft può essere cercato in Borsa: mentre il giro d’affari raggiunge ormai i 40 miliardi di dollari e i profitti annuali superano gli otto miliardi, il titolo a Wall Street langue attorno a quota 25 dollari, inchiodato ai livelli del 2001. Mentre le azioni di Google volano oltre quota 300 dollari, apparentemente inarrestabili. A trent’anni dalla nascita, la Microsoft teme di perdere l’aura dell’invincibile armata dell’high-tech.
Tale constatazione ha scosso i vertici del gruppo in profondità: con l’obiettivo esplicito di promuovere innovazione e rapidità decisionale, recentemente al quartier generale di Redmond, nello stato di Washington, è stata tenuta a battesimo una nuova organizzazione aziendale, che ha consolidato e semplificato sette divisioni in tre grandi unità, con altrettanti responsabili che risponderanno direttamente all’amministratore delegato e braccio destro di Gates, Steve Ballmer.

Queste tre grandi super-divisioni avranno il compito di sviluppare e presentare nuovi prodotti e servizi a clienti che vanno dalle piccole e medie imprese alle schiere di utenti al dettaglio, ricorrendo anche a pratiche finora neglette, quali soluzioni in rete e flessibili, piuttosto che basate sul personal computer e su enormi pacchetti di programmi. La svolta riguarderà lo stesso pilastro del gruppo, Windows, da
riconfigurare come un “core” software al quale aggiungere più facilmente e velocemente funzioni e aggiornamenti. I nomi stessi delle tre inedite divisioni rivelano le nuove mire di espansione: Piattaforme e Servizi (ossia il nocciolo duro di Windows), Business (il mercato aziendale) ed Entertainment and Devices (tutto ciò che fa spettacolo, dai videogiochi alla telefonia).

Il tempo sicuramente stringe: la paura della crisi ha ormai cominciato a serpeggiare fra i ranghi della moltitudine di 60mila dipendenti – per metà concentrati nella sola area di Seattle – che ormai è diventata Microsoft. Le difficoltà dell’azienda a rimanere all’avanguardia si sono tradotte nella perdita quantomeno di una preminenza intellettuale nei confronti delle nuove avversarie che la assediano: Google ha sbaragliato Gates nell’area delle tecnologie per motori di ricerca, ma ha avuto successo pure nel campo dell’e-mail. Protagonisti meno noti, quali Salesforce.com, la sovrastano nel marketing del software via Internet.

Apple, nel frattempo, detiene la leadership nella musica online, ed anche la tribolata America Online (Aol), ridotta a divisione di Time Warner, cerca rivincite nell’ “instant messaging” con l’a.d. della casa madre, Dick Parsons, che si impegna a nuovi rilanci. Con Aol la Microsoft sta trattando un’alleanza, forse l’acquisto di una partecipazione, segnale del nuovo attivismo di Gates e dei suoi luogotenenti. Il sistema operativo Linux, intanto, sta erodendo –seppur solo gradualmente– la sua supremazia nel software. Se Microsoft avrà o meno la meglio sui nuovi rivali resta il grande interrogativo che turba i sonni di Gates.
a cura di Cornèr Banca SA


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