10-01-2018

Cina, il Centro del Mondo

Dollaro che si indebolisce di mezza figura in un secondo su un articolo di Bloomberg, probabilmente gradito alla amministrazione americana, che indica scarso interesse dei Cinesi a finanziare ancora il debito pubblico americano. Già ne detengono una percentuale a doppia cifra e con i tassi al 2,6% è francamente un investimento interessante; ma i Cinesi mandano un segnale agli Americani: che non facessero troppo i protezionisti perchè senza i loro soldi la riforma fiscale americana non si finanzia. Comunque la si pensi in materia di politica, i Cinesi sono gli unici al mondo che hanno una vera programmazione economica: mentre ci ostiniamo a trattarli come una economia emergente.

Segnala un amico

Your email address *
Inserisci l'indirizzo email a cui vuoi segnalare *
 


Commenta (0 commenti)

Devi effettuare l'accesso per vedere i commenti

Altri articoli da questa sezione

05-01-2018
Le spiegazioni sono sempre le stesse: automatizzazione, invecchiamento della popolazione e concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Oggi ancora più convinti che l'euro debba scendere molto da questi livelli. Più la Bce pompa denaro e tiene i tassi bassi più l'inflazione scende. Non è difficile da capire ma fa comodo a molti non abbandonare le vecchie teorie economiche
04-01-2018
Spinta irrazionale sui titoli del gruppo dopo dati molto deludenti negli Stati Uniti
02-01-2018
Di settemila pagine di cose che in larga parte non interessano il cliente, quello che diventa trasparente sono i costi, ma non nelle polizze assicurative che verranno enormemente spinte dagli intermediari finanziari: almeno sino alla introduzione della Direttiva IDD, posticipata a ottobre di quest'anno
31-12-2017
Dall'inizio delle rendicontazioni , in media il 2011, tutti i portafogli fanno meglio del mercato, ma non tutti gli anni. Quest'anno molto bene quelli su cui si possono fare dei ragionamenti, ovvero quello emergenti e quello materie prime. Meno bene quelli che sono trascinati dalle mode.
29-12-2017
Gli aumenti di energia elettrica e gas da gennaio valgono circa due miliardi di gettito in più per lo stato, direttamente o indirettamente. Le motivazioni per gli aumenti sono del tutto pretestuose