19-01-2018

Dollaro, Nei Tassi di Interesse il Potenziale di Grande Recupero

Riprendiamo nella newsletter alcuni passaggi dell'articolo di ieri in nwsletter perché riteniamo la prossima settimana ricca di element n grado di condizionare il resto dell'anno pe ri mercati finanziari.
Passa alla camera ma non al senato americano ieri notte la delibera sulla Finanziaria, con il Rischio, ieri riflesso anche in borsa che se l'accordo non si trova da lunedì i funzionari pubblici americani siano senza stipendio.

I Democratici spingono perché nella Finanziaria sia inclusa la soluzione per i cosiddetti Dreamers ovvero gli immigrati giovani senza passaporto che altrimenti verrebbero rispediti al loro paese. Hanno senz'altro ragione anche se non è questa la sede dove discuterne, ma con un presidente come Trump si affidano anch'essi a tecniche ricattatorie dove possono essere usate.

Crediamo oggi si trovi un accordo perché  l'amministrazione ha gli elementi per dire che sarebbe colpa dei Democratici arrivare a questo stato di parziale insolvenza, e chi si è preso la responsabilità in passato ha sempre visto un crollo nei favori dell'elettorato.

La reazione la si vede soprattutto nei tassi, qui un ottimo articolo di uno dei pochi analisti tecnici che ha anche competenza macroeconomica che ci è capitato di leggere Yield-curve-9171343">https://www.tradingfloor.com/posts/usd-decline-sowing-seeds-of-its-own-recovery-via-steeper-Yield-curve-9171343, dove la curva americana si sta finalmente irripidendo, ovvero i tassi a lunga salgono più di quelli a breve. Il contrario di quello che sta succedendo in area euro.
In ambito Fed si è poi aperta una discussione, promossa da Dudley sulla fissazione dei tassi di Inflazione obettivo, che passerebbero a una fascia (1,5-2,5%) piuttosto che rimanere ancorati al magico numero del due per cento. E' la cosa più sensata che una banca centrale fa da molto tempo, ed è come dire che rincorrere l'Inflazione non è più un obiettivo prioritario per stimolare la crescita: la curva di Philips è morta.

Se  si mettono d'accordo i politici negli Stati Uniti, a questo punto nel fine settimana e pensiamo di sì (si arriva sempre all'ultimo minuto per creare quello che Chomsky chiama effetto di terrore e successivo sollievo, ieri sra l'accordo non è passato per un voto e certamente lo si sapeva prima), bisognerà guardare aziende come General Electric e forse anche le banche americane. La prossima settimana non solo General ElectrIc ma anche molte altre aziende delle nostre selezioni comunicano i risultati, e nel caso d GE pensiamo che le notizie brutte , che davvero la borsa ha mal interpretato,  siano già note.
General Electric, come d'altra parte le banche annunciano soravvenienze passive importanti, per un meccanismo meramente contabile: chi come GE aveva accumulato enormi perdite nel 2008 sul comparto finanziario le ha accantonate come riserva fiscale contro futuri utili; ora che il coefficiente di tassazione è diminuito negli Stati Uniti quelle perdite "valgono" meno per non pagare tasse su utili futuri, che saranno appunto tassati a minori coefficienti. Chi ha riserve di cassa storna immediatamente a conto economico queste poste. General Electric, davvero molto punita in borsa in questi giorni è l'esatto opposto di Tesla: più interessata alla sostanza che a piacere a Wall Street con promesse mirabolanti. Crediamo nell'arco di qualche mese darà grandi soddisfazioni. Eppure ieri Tesla sale e General Electric scende.
Oltre ad aziende americane comuncano i risultati anche aziende asiatiche quotate a New York oggetto delle nostre selezioni, lunedì dovrebbe essere la volta di Siliconware, azienda di semiconduttori taiwanese, che è nella lista dei titoli preferti dalla società di gestione di Lynch, uno dei migliori gestori che si ispira al metodo che seguiamo.
 
 

Lontani dalla borsa italiana dove si cerca di passare sotto silenzio il fatto che Nouy nei giorni scorsi ha confermato ai banchieri italiani che le nuove regole di contabilizzazione sulle sofferenze veranno applicate in primavera. Mediobanca ieri stima, da mesi lo ipotizzavamo, che MPS dovrebbe dismettere con le nuove regole un altra montagna di miliardi (undici nelle stime di Mediobanca, oltre ai ventisei che spera di piazzare, per ora ha venduto solo a un veicolo di Quaestio la quota mezzanina di ottocento mlioni).
Tutte le banche sarebbero crediamo da liquidare prima della presentazione dei conti. Hanno tutte interesse ad accantonare il più possibile ora perché altrimenti il successivo trimestre uscirebbero tutte con perdite importanti.

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