08-10-2012

Europa, la Merkel Va in Grecia

Non si muoverebbe la Merkel, dall'abile politica che è se il rapporto dell'Unione Europea che esce oggi non parlasse di progressi nell'implementazione delle misure di austerità da parte della Grecia. La realtà è che più si chiede in termini di sacrifici più il buco aumenta perchè il Pil e quindi le entrate tributarie derivanti da provvedimenti non straordinari, diminuiscono più che proporzionalmente.
L'obiettivo della Merkel è soprattutto quello di convincere il FMI, ora riluttante, a finanziare parte del nuovo buco. Siamo al punto in cui le esigenze per cassa degli stati in difficoltà superano l'attuale dotazione del debuttante MES, che va ricordato oggi ha un capitale versato di trenta miliardi, non una dotazione di duecento come si legge su parte della stampa (nel link allegato, sommando le garanzie di Spagna, Portogallo Irlanda e Grecia ai meccanismi si arriva a 150 miliardi che chiaramente non ci sono visto che quegli stati stanno ricevendo aiuti circhttp://www.statista.com/statistics/201823/efsf-commitment-of-european-countries/. Rimane poi l'enorme quota italiana, che non siamo in grao di erogare). Per questa ragione il ministro delle finanze spagnolo ha promosso nel fine settimana, presso gli investitori londinesi, l'idea di un'emissione obbligazionaria, per coprire il buco delle banche, per il dieci per cento sottoscritta dal fondo e per il resto piazzata presso investitori privati, in un ennesimo tentativo di usare le banche per convincere i privati a sottoscrivere non solo debito pubblico ma anche debito di altre banche.

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