27-09-2011

Europa, Quali le Opzioni sul Tavolo


Finale brillante ieri sera per Wall Street e borse asiatiche che rimbalzano in chiusura questa mattina, sulle dichiarazioni di Geithner che si aspetta un passo avanti decisivo nella risoluzione della crisi europea. Come ipotizzavamo, poco importa in questo momento che i dati dalla Germania per l'indice Ifo puntino decisamente verso la recessione, e che le vendite di nuove case negli Stati Uniti, uno degli indicatori anticipatori che usiamo per il nostro indice MVI, segnalino nuovi minimi: i dati economici in questo momento, positivi o negativi, non contano nulla, conta la percezione della reale capacità della politica di affrontare i problemi.

Le cose da attendere prima di decidere se vi è spazio per un rimbalzo significativo, magari di dieci o quindici punti percentuali, sono il voto finlandese, mercoledì, e quello tedesco, giovedì in merito alla possibilità del Fondo salvastati di immettere direttamente denaro nelle banche e di comprare titoli di stato di paesi sotto pressione, come Italia e Spagna. Il fondo ha una dimensione di 250 miliardi di euro e può emettere obbligazioni garantite dai singoli stati. E'chiaro che senza la garanzia di Finlandia e Germania non si va molto in là.

Il fondo salvastati dovrebbe essere sostituito entro metà del 2013 da un meccanismo permanente di stabilità,  che invece che avere garanzie dagli stati, verrebbe direttamente alimentato da denaro immesso dai partecipanti per circa 450 miliardi di euro. Tutte le soluzioni di cui si parla attualmente prevedono che il fondo possa andare a Leva sino a cinque o sei volte (di lì il titolo che girava su tutte le principali testate ieri, di "fondi" per tre triliardi di euro), garantendo di fatto sino al 20% delle perdite complessive potenzialmente derivanti dal fallimento dei singoli stati.
Il denaro pero' non si crea dal nulla, questo implica che le perdite potenziali complessive da Irlanda, Spagna, Portogallo, Grecia ed Italia non superino i quattro cento cinquanta miliardi. I soldi poi in quel caso arriverebbero da tutti i paesi meno quelli salvati (o le cui banche vengono salvate, il che aumenta la probabilità che ci sia l'Italia), quindi i quattrocento cinquanta miliardi dovrebbero di fatto arrivare da Germania, Francia, Finlandia, Olanda. Uno dei temi per cui l'Unione Europea si è presa sino  ad ottobre per decidere è se sia possibile anticipare la nascita del fondo salvastati di un anno. A noi sembra molto difficile perchè vorrebbe dire coinvolgere Italia e Spagna nel suo approvvigionamento, varare quindi a breve un'altra Finanziaria.

Nel frattempo i paesi deboli chiedono che il fondo salvastati venga convertito in una banca, in modo da accedere a denaro illimitato stampato dalla Banca Centrale Europea. I tedeschi perà non sono d'accordo; questo implicherebbe inoltre che la BCE abbassi subito i tassi, almeno ai livelli di questa primavera.

In sintesi di soluzioni non ce ne sono se non quelle di far fallire i paesi insolventi, ciò che dopo una possibile prima reazione disordinata potrebbe portare ad una diminuzione significativa dei tassi in Italia e Spagna. Prendere due cento cinquanta miliardi di perdite ora, la dimensione del fondo salvastati, aiuterebbe a prenderne molto meno dopo. Ma è difficile che su questo punto si trovi consenso politico.
 
Nelle prossime settimane la UE dovrà inoltre pronunciarsi sull'intenzione di armonizzare le politiche fiscali in area euro. In una prima fase non potrebbe che essere un federalismo fiscale, con un'imposizione centrale e facoltà impositive autonome, entro certi limiti comuni, ai singoli paesi.  Si può essere certi che tali politiche si faranno a Francoforte. L'Italia è destinata a diventare periferia d'Europa e così il suo mercato azionario.
 

 
CONSEGUENZE PER LA GESTIONE DEI PORTAFOGLI


Se i voti di Finlandia e Germania di mercoledì e giovedì saranno positivi, ritorneremo a parlare di azionario. Tra le cose che ci sembrano interessanti sono alcuni titoli di settori ciclici come il fotovoltaico (già citato ieri), del settore "automotive" (Autoliv dal nostro portafoglio globale e Piaggio, che oramai non è più un'azienda italiana), il settore della tecnologia di consumo statunitense (Rimm e Best Buy).
 
Sul portafoglio intra-day buon rimbalzo del dollaro canadese e del reais, che in caso di esiti favorevoli su Finlandia e Germania, riteniamo essere le divise a maggior potenziale. Possibile mini rimbalzo dell'oro che considereremmo ora per posizioni lunghe. Significativo ritracciamento ieri del Bund, che potrebbe tornare, sempre in caso di scenario positivo, sotto i 135.
 

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