20-07-2009

Exxon

Di nuovo il mercato dopo la recente correzione corre con la fantasia, ma anche in presenza di una correzione più seria di quella del mese scorso, sulla qual senz'altro scommetteremmo, il tema dell'energia rimane centrale a qualsiasi processo di investimento. Exxon, sempre tra le prime cinque società del mondo per fatturato non sta, a differenza di Eni - che per questo si sta attraendo critiche pesanti dalla comunità internazionale - cercando di trattare con governi non democratici, come quello della Nigeria per lo sfruttamenti di nuovi giacimenti.
La società ha posizione Finanziaria netta positiva, un'eccezione nel settore, viene da un primo trimestre difficilissimo (riduzioni degli utili superiori al 50%) e sta investendo pesantemente nel settore dei gas naturali, ancora però costoso.
Di tutte le discussioni sull'impatto ambientale quella più sensata sembra quella su come immagazzinare permanentemente le emissioni di anidride carbonica in modo che non vengano più rilasciate nell'ambiente. I fossili del carbonio rimarranno per larga parte di questo secolo la fonte di energia più importante. Più che discutere, come fa qualche volta Greenpeace in modo un po'accademico sulle nuove alternative (l'esempio spesso portato della Nuova Zelanda che va al 70% con l'eolico non è molto sensato perchè si tratta di un isola con molto vento e quattro milioni di abitanti), è meglio concentrarsi su come consumare meno energia e come appunto catturare le emissioni di CO2 in modo che non vengano più rilasciate nell'ambiente.
Su questa ricerca Exxon sta investendo, come la sua controparte europea Royal Dutch Shell


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