12-09-2018

Gestioni Separate a Capitale "Protetto" Mai Così Rischiose

Non è più possibile sulle nuove polizze "garantire" un capitale  (non lo è mai stato ma sino al 2016 con i tassi che scendevano le polizze rendevano, sempre meno di un titolo di  stato ma rendevano) ma in questi ultimi anni ne sono state vendute moltissime.
La formula tipica è quella della gestione separata: i fondi del cliente entrano nel bilancio della compagnia ma nel bene e nel male sono separati dal passivo della compagnia: se la compagnia fallisce il cliente riprende i suo soldi, se la polizza"garantita" scende di valore la compagnia non risponde con le riserve matematiche.

Il massimo che una compagnia storicamente poteva "garantire" era la restituzione del capitale meno i premi pagati, su dieci anni con un uno per cento medio di costo, la "garanzia" poteva al massimo arrivare al novanta per cento.

Gli argomenti di vendita, la deducibiltà del premio (diciannove per cento), la esenzione dalla imposta di successione e la impignorabilità e insequestrabilità. La deducibilità è un vantaggio se la polizza rende e queste polizze sono tutte destinate a perdere. La esenzione è un vantaggio solo se la sottoscrizione è superiore a un milione di euro perché sino a un milione qualsiasi investimento è esente verso gli eredi di legittima. Si potrebbe obiettare che così si possono lasciare soldi a beneficiari diversi ma non è vero perché le polizze non possono ledere la legittima: per lasciare soldi agli eredi non di legittima bisognerebbe che la polzza fosse di diversi milioni, uno per ogni erede e la rimanente parte in esenzione. Perché questo vantaggio fosse concreto bisognerebbe avere sottoscitto una plizza diciamo di almeno tre milioni (ipotizzando che la quot disponibile sia di un terzo).

Impignorabilità e insequestrabilità non valgono in caso di azioni penali, dunque sono false garanzie.

Ma come mai allora le polizze godono di questi benefici apparenti a differenza dell'investimento diretto e perché le reti le spingono tanto?
La prima ragione è che non essendo classificate come prodotti fnanziari i costi non sono trasparenti a differenza di quanto altrimenti imporrebbe Mifid2: il sottoscrittore non sa quanto paga.

La seconda è che quasi tutte prevedono una penale nel caso di rimborso nei primi quattro o cinque anni: la stessa pratica è vietata nei prodotti finanziari ma così una volta che il cliente è dentro, non vuol pagare la penale quindi non esce più.

La terza è che il cliente non vede le perdite: i titoli (che sono quasi esclusivamente titoli di stato o assimilabli) vengono sempre riportati al costo e il rendimento annunciato è quello della Cedola, non quello vero. Dunque se ad esempio a maggio di quest'anno un cliente avesse sottoscritto una polizza che investe in BTP a quindici anni, avrebbe dalla compagnia una Quotazione di un rendimento di circa il due per cento ma non si accorgerebbe che intanto il titolo ha perso il dieci per cento: in realtà ha fatto meno otto ma la compagnia gli dice che ha fatto il due.

Ma perché la normativa consente questa manipolazione? Perché il Tesoro ha bisogno di piazzare ttoli di stato. Le polizze sono obbligate ad investire più del novanta per cento in questi strumenti che vengono considerati a rischo zero dunque non assorbono capitale della compagnia: non potrebbero contenere altro. nell'ultimo anno il portafoglio di titoli di stato delle banche si è gonfiato https://www.milanofinanza.it/news/titoli-di-stato-in-pancia-a-banche-italiane-al-top-da-oltre-un-anno-201809111113378886 per effetto dei minori interventi della Bce ma oltre non può andare: il Tesoro deve dunque trovare il modo di piazzare titoli ai privati: in questi giorni si è parlato addirittura di piani di accumulo in titoli di stato esenti: una idea demenziale che leverebbe ancora risorse alle aziende, soprattuto a quelle quotate. L'altro modo sono le polizze.

Se si prova a argomentare su questa linea con un sottoscrittore di queste polizze quasi inevitablmente la risposta è che nel suo caso è diverso.
Si accorgerà di come stanno le cose solo quando la polizza scadrà o se, caso rarissimo, deciderà di rimborsarla anticipatamente: o se ne accorgeranno i suoi eredi se la polizza non ha scadenza.

Nel frattempo avrebbe fatto molto ma molto meglio con questi soldi a comprare un BTP e a dimenticarselo per sempre: il Rischio è uguale, ma almeno non paga le commissioni alla compagnia.
 
 

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