11-07-2005

Le cose stanno (lentamente) tornando alla normalità

Durante le ultime due setttimane abbiamo assistito almeno a due elemnti allarmanti:
- il nuovo massimo del petrolio, oltre ai 61 dollari, che ha portato forti timori per la crescita di medio periodo dell''economia mondiale;
- l''attentato terroristico di Londra.

Sul primo fenomeno diverse fonti sono oramai concordi nel valutare gli attuali prezzi non coerenti con gli squilibri tra domanda e offerta e a ritenere quest''ultima adeguata, a meno di picchi di domanda che però dovemmo avere già superato (provenienti soprattutto dalla Cina);

Nel secondo caso, come osservato intelligentemente da fonti vicine al Wall Street Journal, i bilanci delle vittime degli attentati terroristici sono, a partire dall''11 Settembre attraverso Madrid e poi Londra, sempre più contenuti, segno che il terroristico può si colpire ma su scala sempre più ridotta.
I mercati finanziari hanno reagito nel corso della scorsa, terribile settimana, molto compostamente, privilegiando alla fine gli acquisti azionari e offrendo qualche segno di innalzamento dei tassi di interesse a lunga americani.

Il dollaro inoltre, dopo un minimo sotto 1,19 sembra stabilizzarsi intorno all''attuale livello di 1,20 contro Euro cui a nostro parere ha più probabilità di svalutarsi che viceversa. All''attuale tasso di cambio, come osserva L''Economist questa settimana, il bilancio delle partite commerciali degli Stati Uniti alla fine dell''anno sarebbe molto più grave di quello preventivato.
Per la seconda parte dell''anno appare sempre più probabile, nonostante gli andamenti spesso sorprendenti dei primi sei mesi, un graduale ritorno dei tassi a dieci anni americani verso il 5%, un graduale indebolimento del dollaro ed una ripresa sempre più robusta dei mercati azionari, dove l''alta tecnologia (vedi articolo su Stm) rimane a nostro parere la favorita.

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