20-07-2007

Pensioni, accordo insperato

E' sempre un punto di questo sito di non parteggiare per questo o quello schieramento politico, per cui volentieri riconosciamo il grande merito all'attuale governo di avere trovato un accordo sulle pensioni che rappresenta un grosso passo in avanti per questo paese.
Dal 2008 occorrerà avere 58 anni per andare in pensione e poi l'eta salirà di un anno nel 2009, con l'introduzione del cosiddeto 95:la somma tra anni di contribuzione ed età anagrafica dovrà essere almeno pari a quel numero per andare in pensione. Vengono risparmiati dalla riforma un milione e mezzo di lavoratori in mestieri cosiddetti usuranti (quale mestiere non lo è?), in realtà un intelligente contentino alle estreme sinistre e ai sindacati che così possono conservare larghe fasce di aderenti.
La somma tra anzianità lavorativa ed età anagrafica passerà progressivamente a 97 entro il 2013. Per i lavoratori autonomi, chissà mai perchè sempre discriminati in questo paese (il mito del salariato fa forse ancora molto presa sulle sinistre radicali) il meccanismo funziona ma è maggiorato di un anno.
Nel rispetto dell'inevitabile demagogia, l'accordo mostra peraltro grandi capacità di mediazione da parte del premier. Complimenti!
Rispondiamo volentieri ad eventuali domande di natira tecnica sul contenuto dell'accordo.

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