15-01-2011

Piccole medie capitalizzazioni, meno rischiose delle grandi

In tutta questa corsa delle borse che continua a non convincerci sono tre i fenomeni che a nostro parere vale la pena di tenere in considerazione:

1) le medie capitalizzazioni fanno da tempo enormemente meglio delle grandi. Vi sono diverse ragioni. La prima è che sono spesso fuori dai giochi dei grandi investitori istituzionali che spesso usano la Leva Finanziaria per comprarsi e venderesi molte volte il valore del titolo sottostante. Senz'altro così si rimane fuori dalle Fiat di questo mondo , ma ad esempio titoli come questo vendono a multipli superiori alle 30 volte gli utili attesi più ottimisti; finiscono sempre per bruciare il piccolo investitore.
La seconda è che è più probabile che siano soggette a logiche industriali piuttosto che finanziarie. Spesso nelle medie aziende vi sono ancora azionisti di riferimento che riescono a contenere la miopia diffusa di un management che non di rado cerca di spremere per se stesso il puù possibile dal proprio incarico prima di imbarcarsi in un'altra avventura.
Infine contrariamente a quanto succedeva in passato, dove la piccola azienda quotata in crescita era più indebitata di quella grande oggi succede spesso il contrario perchè le banche alla piccola azienda imprestano poco o niente: alla fine chi resiste è perchè è davvero bravo

2) Si puo' continuare, come è successo la scorsa settimana a credere alle favole ma in area euro questo è l'anno delle verifiche. Eliminiamo quindi il portafoglio euro che aveva nei nostri investimenti dimensioni importanti, per sostituirlo con uno più piccolo ( le performance storiche del vecchio sono disponibili nel sito), portandoci dietro i titoli che ancora vorremmo avere. Tra i titoli che scompaiono dalla nuova selezione, perchè non appartengono oggi alla lista Top 100 ci terremmo senz'altro Agfa, che mostra segni di ripresa. Concentrazione forte sulle energie rinnovabili.
Del pari, il portafoglio Italia (anche qui i risultati dei vecchi portafogli Italia sono disponibili sul sito) viene ridotto ad un solo. Ribadiamo che per la nostra impostazione consideriamo più rischioso investire solo in Italia. I titoli quindi sono meno che sugli altri portafogli perchè consideriamo questo come una parte ridotta dell'investimento azionario. Il portafoglio Italia e quello euro possono essere combinati insieme per ottenerne uno senza Rischio di cambio e con sufficiente diversificazione per titolo.
Il portafoglio resto del mondo, il più vecchio di costituzione e quello che ha dato maggiori soddisfazioni, viene sostituito con uno nuovo di titoli con Quotazione principale negli Stati Uniti. I pesi vengono riequilibrati al medesimo investimento per ogni titolo, dopo che negli anni la dinamica delle sostituzioni ne aveva squilibrato le percentuali sui vari titoli.

3) I mercati emergenti sono da un paio di anni molto più razionali di quelli occidentali perchè meno controllati dalle grandi banche di investimento. Nonostante la grande crescita delle aziende, il mercato cinese è tornato indietro l'anno scorso ed ora in diversi settori sconta valutazioni abbordabili. Due nuove entrate cinesi dunque sui portafogli in dollari.

Continuiamo a proporre nei nostri portafogli ai servizi in informazione solo investimenti in euro e in dollari (che comunque comprendano anche titoli di altri mercati), per limitare la complessità della gestione del Rischio cambio.

Sulla gestione dei portafogli in altre divise, per esempio in sterline, ora rappresentati alla lista Top 100 gratuita, che riteniamo interessanti, rimandiamo al servizio di consulenza di cui al bottone in alto in home page, perchè la gestione del Rischio di cambio richiede un rapporto individuale.






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