07-03-2009

Ponte sullo Stretto, che vergogna

Nessun ponte al mondo ha mai guadagnato soldi e quello sullo stretto di Messina non è neanche gradito agli agricoltori siciliani. Oramai si compra il caglio in Nuova Zelanda perché costa meno che da noi; il trasporto per ruote dei generi alimentari è anacronistico. La Sicilia è da sempre un feudo inespugnabile del centro destra; non si tratta di valutazioni politiche ma non c'è nessuna altra ragione possibile per un opera così inutile.
Intanto si continua a dire che le banche di casa nostra stanno molto meglio che altrove. A non molti sarà sfuggito l'aumento vertiginoso dell'indebitamento delle famiglie, in gran parte di lavoratori dipendenti.
Ora che arrivano gli impatti veri sull'economia reale, nonostante i richiami sterili di Confindustria agli ammortizzatori sociali - ma ognuno pensa solo al proprio orto- aziende come Fiat o licenziano oppure devono fare ricorso alla cassa integrazione, che con le nostre finanze è una follia.
I miliardi che vanno per lo stretto di Messina potevano ad esempio andare ad allungare le rate sui prestiti al consumo. Le banche, che si muovono sempre tutte insieme, continuano a fare prestiti a gente che non potrà ripagarli.
Intanto passa inosservato l'accordo tra Telecom e Mediaset, su cui l'antitrust dovrebbe intervenire al più presto.
Minimizzare i problemi renderà la reazione della gente ancora più rabbiosa quando si manifesteranno in tutto la loro veemenza.


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