07-07-2008

Safilo, se il dollaro si riprende

Il settore della moda è uno di quelli a risentire maggiormente delle contrazioni dei consumi. Eppure, se si guardano i conti recenti di Hermes, Polo Ralph, Lauren, Trussardi ci si accorge che il mercato che compra articoli del genere è piuttosto resistente alla crisi.
Nel caso di Safilo, che comunque a questi prezzi vende a circa 7 volte gli utili prospettici ipotizzando che la società si sia sbagliata prevedendo invece una crescita del fatturato e degli utili seppur modesta per il 2008.
Il titolo è stato trascinato al ribasso dalla perdita della licenza sul marchio Stella Mc Cartney, insignificante sul fatturato del gruppo, e la conseguente speculazione che Gucci non rinnoverà la licenza a scadenza nel 2010. I grandi marchi non hanno alcun interesse a concentrare le licenze con un unico produttore, che in questo caso diventerebbe Luxottica, il cui titolo è molto più caro di quello di Safilo; riteniamo quindi questa circostanza poco probabile.
Poi c'è il fatto che alla guida del gruppo è stato chiamato il figlio trentottenne del maggiore azionista; il mercato non ha gradito, ma non ci pare che in questi anni i manager indipendenti abbiano fatto così bene.
C'è poi l'indebitamento (Safilo è una delle società più indebitate tra quelle che seguiamo ed in assoluto la più indebitata tra quelle del nostro portafoglio personale). Ma la società non ha bisogno di far ricorso al mercato per diversi anni ed in caso di bisogno potrebbe tagliare il Dividendo annunciato di 8 centesimi per il 2008.
Poi il dollaro; il gruppo ha fatto una previsione media per il 2008 al cambio di 1,47; la media è superiore per la prima parte dell'anno ma le aspettative di un rialzo della divisa americana potrebbero influire positivamente sul titolo.
Infine il fatto che nonostante tutte le speculazioni, e la convenienza che l'azionista, Tabacchi, avrebbe a ritirare il titolo a questi prezzi, l'azienda ha smentito tutte le voci che davano prossimo un Delisting del titolo.


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