08-03-2008

Telecom Italia, la trasparenza non paga

Non abbiamo mai espresso grande simpatia per questi gruppi che ancora vantano forte ingerenza pubblica ma la presentazione agli investitori di ieri è uno sforzo di trasparenza dopo molti anni in cui il gruppo è stato usato per arricchire gli azionisti di maggioranza. Non è mai stato logico, se non per le tasche degli ex azionisti (che oggi applicano a Pirelli gli stessi sistemi), pagare dividendi alti in presenza di una situazione debitoria molto pesante. La decisione di tagliare il Dividendo è dovuta e rappresenta un segno di responsabilità e contribuirà in modo significativo al raggiungimento dell'obiettivo di tagliare il debito a 2.5 volte l'EBITDA. Giusto ancora spingere su un programma di investimento all'estero (15 Miliardi su un piano pluriennale), con priorità in Germania, Brazile, Argentina (Telecom Argentina, partecipata dal gruppo ha comunicato ieri risultati straordinari). Giusto infine prevedere fatturati stagnanti in Italia e puntare qui su recuperi di efficienza. Anche le strategie industriali, dopo anni di scelte incompetenti, sembrano sensate. Concentrare l'innovazione e la gestione dell'apertura della rete a terzi in una divisione dedicata migliorerà la qualità del servizio. Il mercato sconta un forte Rischio di insolvenza sul debito ma la generazione di cassa del gruppo (EBITDA vicino al 38% del fatturato) è sufficiente a far fronte agli impegni assunti. Se con i vari avvicendamenti politici l'azienda sarà lasciata in mano ai manager, a questi livelli è davvero a buon mercato.

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