10-11-2011

Titoli di Stato, Un'Occasione da Non Perdere?

Con le aste Bot al sei per cento stamane (la domanda doppia all'offerta non ha impedito che si fissassero massimi storici), il dubbio e' naturalmente lecito. Questo sito esprime generalmente opinioni piuttosto decise, sbagliando piu' volte, ma in questo caso la nostra sensazione e' che investire, anche con questi rendimenti, sul debito italiano, sia come puntare rosso o nero alla roulette. Se va bene, va molto bene, ma non ci sono considerazioni razionali per ritenersi bravi se le cose vanno bene ne' spiegazioni possibili da dare ad un potenziale investitore se le cose vanno male.

Vale la pena di fare alcune considerazioni di tipo razionale. Il broker americano, MF, fallito nelle scorse settimane (le dimensioni del buco sono peggiori di quanto sia stato sino ad ora compreso) e' fallito in buona sostanza perche' nel cercare mercato per i famigerati CDS sul debito greco (contratti di assicurazione senza alcuna garanzia sottostante) non ha trovato controparti. il prezzo di assicuarare il debito greco era diventato il 97% del valore del debito per cui uno speculatore avrebbe potuto scommettere di vendere allo Scoperto questi contratti, incassando il 97%, per poi andare a comprarli piu' in basso (piu' del 100% non avrebbero potuto costare). Solo che dall'altra parte non vi era nessuno per ricoprire le posizioni corte.

Venerdi' scorso il prezzo dei CDS italiani era gia' arrivato sopra i cinquecento punti, mentre lo Spread era intorno ai quattrocentocinquanta. Si tratta evidentemente di un comportamento irrazionale perche' se un investitore avesse comprato decennale italiano a 450 punti base di Spread sul Bund decennale, comprendosi poi con i CDS, sarebbe rimasto con un rendimento di 50 punti base inferiore al bund.
Queste aberrazioni significano che l'ammontare dei contratti sintetici che girano, oramai anche sul debito pubblico italiano, non ha relazione con la quantita' di debito sottostante: trattandosi di mercati sostanzialmente non regolati, nessuno sa con esattezza quanta carta vi sia in circolazione.
Basta che anche sul mercato italiano il mercato dei CDS si inaridisca, perche' anche gli istituzionali smettano di comprare il debito, non avendo piu' strumenti, almeno percepiti, di assicurazione.

L'altro fatto a cui nessuno pensa e' che i rendimenti attuali del debito italiano significano un potenziale di abbassamento di Rating di almeno un paio di tacche, dopodiche' per statuto molti investitori istituzionali, comprese le compagnie di assicurazione italiane non potrebbero piu' investirvi. L'effetto sui rendimenti sarebbe devastante.

Vi sono poi le dichiarazioni di vari esponenti della BCE, che dicono che non sono disposti a continuare a comprare quantita' illimitate di titoli sul mercato.  L'istituto centrale ha comprato ad oggi circa duecento miliardi di titoli di stato di paesi in difficolta', mentre l'Italia dovra' rifinanziare nei prossimi dodici mesi una cifra superiore ai duecento miliardi.
Da qui la nostra sensazione che si debba procedere ad una patrimoniale di quella entita', perche' se si cerca invece, come fa Milano Finanze e suggeriscono alcuni "economisti" di convincere gli investitori italiani a comprare volontariamente grandi quantita' di debito, si rischia in primo luogo di lasciarli con pesanti perdite ed in secondo luogo di riuscire a piazzare il debito ma ai prezzi che richiede il mercato, come e' successo oggi con i Bot.

Puo' darsi che domani mattina si faccia il governo tecnico con Monti (ne dubitiamo fortemente perche' un bravo economista come lui non puo' lavorare con la politica  se non con un mandato pieno, che i politici diffcilmente concederanno) e che la Bce cambi idea e si metta a comprare tutto il debito che esiste.
Ma date le dichiarazioni in continua contraddizione di vari esponenti istituzionali, non vi sono motivi razionali per scommettere su questi eventi.

Compreremmo titoli di stato se l'Italia, coraggiosamente, imponesse una patrimoniale ed evitasse di fare nuove emissioni per le scadenze per un anno: a quel punto il paese sarebbe molto meno ricattabile. Ma per fare tirare fuori ai cittadini qualcosa che probabilmente sta tra il due e il tre per cento della loro ricchezza, bisogna che pensino che poi finiscono in mani esperte ed oneste. Nessuna coalizione ne' di destra ne' di sinistra sara' mai favorevole ad una patrimoniale, perche' equivale ad una perdita di voti, visto che non potrebbe colpire solo i ricchi. Solo un governo presieduto da qualcuno come Monti puo' varare un simile provvedimento.

Quindi ad oggi non ci sono ragioni difendibili per comprare titoli di stato. Forse ci perderemo una grande occasione, ma una regola che un saggio investitore dovrebbe sempre porsi e' quella di essere in grado di spiegare a posteriori una propria scelta, soprattutto quando si rivela sbagliata .
Ce ne sono ancora meno per comprare obbligazioni bancarie, che rendono meno dei titoli di stato per pari scadenze. Nessuna banca puo'avere una qualita' di credito superiore allo stato, il che vuol dire che questi titoli rendono meno perche' classati nei portafogli dei clienti dove i prezzi di valorizzazione sono probabilmente lontani da quelli che sarebbero se circolassero con la stessa liquidita' dei titoli di stato.
 

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