27-07-2005

La settimana borsistica internazionale al 22 luglio

Nella settimana in rassegna, i principali mercati finanziari internazionali sono
rimasti in generale sulle posizioni, mostrando una sorta di Consolidamento
susseguente ai recenti apprezzamenti.
Motivi di ottimismo non sono tuttavia mancati, pur tenendo conto delle apprensioni suscitate dai nuovi attentati terroristici nel centro di Londra in ordine al futuro cammino della congiuntura mondiale. Una garanzia in questo senso è comunque pervenuta dall’ennesima crescita su base trimestrale dell’economia cinese, che ha superato le aspettative degli analisti.

Svolta storica sul fronte valutario. La Cina ha deciso una parziale rivalutazione del proprio yuan, la prima in dieci anni, che non sarà più ancorato all’andamento del dollaro ma a un paniere di valute. Il nuovo tasso di cambio a 8.11 yuan per dollaro
equivale a una rivalutazione del 2.1% rispetto al precedente cambio fisso a 8.28 yuan. La divisa cinese potrà ora oscillare di più o meno lo 0.3% rispetto alla chiusura del giorno precedente all’interno di un paniere di riferimento. Il dollaro Usa ha recepito sfavorevolmente questa novità, perdendo diverso terreno.

Fra i metalli, l’oro ha fatto registrare un progresso. Note liete sono state
poi costituite da una flessione delle quotazioni petrolifere, propiziata in
particolare da una riduzione da parte dell’Opec delle previsioni relative alla
domanda mondiale di greggio nel 2005 e da una diminuzione, minore
delle attese, nelle scorte settimanali di oro nero statunitensi.

Le Borse del Vecchio continente sono state condizionate dal pesante scivolone del titolo tecnologico Nokia, scaturito dall’annuncio, da parte del gigante finlandese, di utili futuri più bassi del previsto.

Per converso, sul mercato americano, i valori dell’hi-tech hanno fatto
registrare dei chiari guadagni, grazie soprattutto ai sorprendenti conti trimestrali di IBM. Nello stesso tempo, un atteso intervento del numero uno
della Fed Alan Greenspan ha confermato il positivo stato di salute dell’economia a stelle e strisce, con la pur correlata intenzione di mantenere un approccio moderatamente restrittivo sulla politica monetaria.

L’indice guida della Borsa nipponica ha riportato una contenuta minusvalenza, dopo essere giunto ai massimi dallo scorso 8 aprile. Particolarmente
richieste sono state le azioni della siderurgia e dell’industria pesante. L’ascesa finale della moneta giapponese, contestualmente alla deliberata rivalutazione dello yuan, ha penalizzato soprattutto i valori delle società legate all’export.

a cura di Corner Banca


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