01-05-2008

Come valutare se un settore è o meno a buon mercato

Nella sezione I NOSTRI SOLDI pubblichiamo da qualche giorno la composizione del nostro proprio portafoglio europeo. Nel costruirlo seguiamo criteri di diversificazione settoriale ma sempre nell'ambito di titoli che rispettano i requisiti della formula. Due settori che ad esempio non sono rappresentati all'interno della lista TOP1 100 sono quelli dello smaltimento rifiuti e dell'acqua. I due settori, soprattutto il secondo (in Italia in particolare il costo dell'acqua, che diventerà un bene scarso, è ancora troppo basso) hanno buoni potenziali di crescita ma se prendiamo ad esempio due aziende che possono essere considerate rappresentative di questi segmenti in Italia, Enertad e Premuda, sia in termini di redditività sul capitale che di rapporto EBIT su valore di impresa non sono particolarmente interessanti.
Questo esempio spiega la sostanziale differenza con l'approccio tradizionale all'investimento, quello dall'alto verso il basso, dove prima si scelgono i settori e poi i titoli. Il modo di procedere della formula consente tra l'altro di affrontare con giudizio i temi di moda, come le materie prime, l'energia, l'alimentare, che magari hanno alti tassi di crescita ma proprio perché di moda spesso non sono a buon mercato.

Segnala un amico

Your email address *
Inserisci l'indirizzo email a cui vuoi segnalare *
 


Altri articoli da questa sezione

29-08-2022
Azienda che capitalizza meno del suo fatturato e ha una posizione finanziaria equilibrata
15-04-2019
Bpm colloca una obbligazione richiamabile ogni cinque anni con cedole semestrali delL'8,75%: le banche le emettono quando non riescono a fare aumenti di capitale
10-04-2019
Quando succede vi saranno meno euro in circolazione
08-04-2019
Qualcosa di profondamente irrazionale sta succedendo sui mercati obbligazionari e vedrà correzioni violente: questa la settimana forse decisiva per le sorti delle valute
04-04-2019
Secondo il Financial Time già forse a partire dalla prossima riunione del dieci, la BCE potrebbe annullare la tassa implicita che le banche pagano sui loro depositi presso l'istituto centrale. Poco meno di duecento miliardi di euro già depositati dal sistema bancario, che potrebbero aumentare con questa idea. La carenza di euro in circolazione aumenterebbe molto e dovrebbe senza indugio spingere l'euro al rialzo e scoraggiare le grandi fusioni bancarie