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08-04-2019

I Decennali Italiano e Americano allo Stesso Rendimento

Venerdì scorso Trump attacca frontalmente la Fed, delle possibili conseguenze abbiamo parlato nella newsletter di sabato scorso, con il chiaro intento di indebolire il dollaro.
Il decennale americano rende ora come quello italiano e tutti e due hanno rimbalzato parecchio dai minimi raggiunti solo poco tempo fa ben sopra il tre per cento,  ma per motivi profondamente diversi: ora tutto il mondo si prepara a un periodo di bassa crescita ma i pesi relativi delle economie sono decisamente a sfavore dell'Europa; perché l'economia mondiale possa riprendere a tassi ragionevoli, occorre un dollaro molto più debole.
Questa settimana ci sono due passaggi che crediamo decisivi,  uno sui verbali della Fed che indicheranno quanto le pressioni di Trump siano efficaci, l'altro la riunione della Bce, dove Draghi potrbbe annnunciare che alle banche commerciali non sarranno più applicati tassi negativi sui depositi intrattenuti con l'istituto centrale.
Nella kermesse di Ambrosetti Draghi è stato descritto come una specie di vittima della irresponsabilità delle politiche fiscali dei governi: è senz'altro vero che ora la palla dovrebbe passare alle politiche fiscali (il che peraltro prevederebbe che i paesi nordici spendano il loro surplus e che l'Italia rinunci a quota 100, alla flat tax e al reddito di cittadinanza) ma è altrettanto vero che i meccanismi di trasmissione non sono mai funzionati e questo non dipende dalle politiche fiscali: le banche commerciali detengono duecento miliardi con la Bce e nonostante paghino lo 0,4% non hanno alcuna intenzione di prestarli al pubblico. Tanto vale dunque smettere di penalizzarle, anche se i profitti che la BCE fa su questa gabella sono dell'ordine degli otto miliardi all'anno, poi passati ai vari governi. La Banca d'Italia con questo giochetto ha fatto il bilancio migliore di sempre quest'anno passato e il Tesoro ha incassato miliardi di dividendi.
Se la Bce smette di far pagare questa tassa alle banche ci saranno ancora meno euro in circolazione e le banche continueranno a non prestare, ma non più di prima.
 
 
 
 
 
 
 

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