16-07-2010

Riforma finanziaria americana, più forma che sostanza

Divrsi organismi di controllo istituiti a tutela del risparmiatore ma nessun controllo preventivo importante sui due punti critici del sistema finanziario:

1) Non vi sono regole dimensionali specifiche per evitare che da un oligopolio nascano situazioni di insolvenza sistemica
2) Le regole sul trading in conto proprio si applicano solo alle banche commerciali (che tanto non fanno credito, quindi è probabile che ora che ha rimborsato i prestiti pubblici Goldman riprenda lo status di banca d'investimento). Per le altre, nessuna regola sulla possibilità di andare a Leva molte volte sul patrimonio.

Nello stesso giorno arrivano 550 milioni di multa a Goldman che ha ammesso poca trasparenza verso i clienti nella rappresentazione dei rischi subprime: quella attività ha generato miliardi di commissione per loro e molti più miliardi di perdite per i loro clienti. Si è privilegiato l'aspetto formale (Goldman ha finalmente ammesso le sue colpe, tanto costa poco), su quello della sostanza. La dimensione della multa è ridicola in proporzione al problema.

Che grande delusione questa amministrazione americana, più preoccupata della comunicazione che del concreto cambiamento

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