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17-04-2005

Azioni o Obbligazioni ? scenari a marzo 2005

SITUAZIONE MACROECONOMICA E ANDAMENTO DEI MERCATI FINANZIARI

Trascorsi tre mesi dall’inizio del 2005, viene spontaneo chiedersi se è ancora corretta l'''' impostazione di sovrappesare i mercati azionari a discapito degli obbligazionari.
La risposta a questa domanda è ancora favorevole a tale visione, anche perché il movimento a cui abbiamo assistito sui bonds (rialzo da inizio anno sulla parte breve e media della curva di 40-60 centesimi di rendimento, con una sostanziale stabilità sulla parte lunga della curva) a parer nostro adesso dovrebbe sviluppare un irripidimento della curva, con relativo movimento di rialzo anche sui tassi a lunga.
Le borse, dal canto loro, in questa prima parte dell’anno, hanno avuto andamenti positivi per quanto riguarda l’Europa (3% mediamente) , il Giappone ha realizzato una performance del 2,20%, mentre l’America ha avuto performance pari al -3,30% di Standar & Poor, - 8,50% del Nasdaq.

Stante questa situazione, sembra di poter ribadire che :

- il 2005 sarà il terzo anno consecutivo dell’espansione globale, ancor più impegnativo, non fosse altro che per la regola per cui il tempo che passa, in un ciclo di crescita porta via via ad un deterioramento del rapporto tra rischi ed opportunità, ma non per questo meno interessante;

- esistono ancora le condizioni (tassi reali a breve a zero o negativi) affinché le imprese (con ingente liquidità) decidano di riappropriarsi della capacità di guidare il mercato effettuando investimenti;

- terza considerazione: chi compra (o tiene in portafoglio) per esempio un titolo decennale europeo al 3,80%, sceglie di ingessare il suo portafoglio fino al 2015 in cambio di un rendimento reale dell’1,8% all’anno, posto per assunto che la BCE tenga l’Inflazione intorno al 2%. Basta invece avere le idee chiare sulla prosecuzione o meno dell’espansione; probabilmente sarà più difficile rispetto agli ultimi due anni, ma prevedibilmente sarà ancora consistente (tutti gli esponenti della FED sono concordi nel prevedere una crescita intorno al 3,5-4% per il 2005); inoltre la riserva di forza lavoro inutilizzata è diminuita, con un tasso di disoccupazione stabilmente attestato al 5,4%; a fronte di un
tasso di incremento di produttività elevato e con una crescita in fase di espansione, sul fronte tassi la FED agirà sicuramente in modo da accondiscendere un ciclo economico che ha solo due anni e mezzo di vita e che gode ancora di ottima salute; stanti queste considerazioni è molto difficile ipotizzare un segno negativo per le borse: oggi lo SPX è sotto al 3% circa da inizio anno; basterebbe una chiusura d’anno con un rialzo del 5% rispetto al primo gennaio per avere, con il 2% di dividendi, più o meno il 10% di ritorno totale ad oggi (3+5+2): pertanto molto di più di quanto offerto dai Bond decennali europei; la scelta quindi rimane sempre la stessa!

La nostra analisi delle principali variabili economiche in grado di guidare l’andamento dei mercati finanziari mondiali non è cambiata e vede riconfermato sostanzialmente quanto gia'''''''' argomentato; pertanto, considerato che i modelli valutativi mostrano ancora una sottovalutazione del comparto azionario rispetto a quello obbligazionario, in questo scenario affermiamo la nostra impostazione favorevole per l’investimento azionario rispetto ai bonds, mantenendo la restante parte obbligazionaria su titoli con Duration breve – lunga (pesi 90% -10%).

a cura di Grifogest www.grifogest.it


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