Cerca:
File Icon Versione per stampa
Segnala un amico




Lavoro nel mondo
Lavoro in Italia
17-07-2017

Cina, ancora segnali positivi

Sono più credibili ora i dati di Pil che vengono segnalati in stabilizzazione;  il governo controlla attentamente il livello di indebitamento ma anche le acquisizioni estere da parte di grandi gruppi. Le nostre liste sono piene di aziende legate al consumo interno dove crediamo valga la pena di guardare quelle che si occupano di ristorazione, turismo e trasporto, sia aereo che via terra. Che entreranno al nostro mercato emergenti quando venderemo i titoli petroliferi cinesi, già in forte rialzo.

Segnala un amico

Your email address *
Inserisci l'indirizzo email a cui vuoi segnalare *
 


Commenta (0 commenti)

Devi effettuare l'accesso per vedere i commenti

Altri articoli da questa sezione

15-12-2017
Le nuove incertezze sul passaggio della riforma fiscale oramai pilotate a creare un effetto sorpresa positivo per questo scorcio d'anno che rimane
14-12-2017
Nei prossimi mesi da preferire le società industriali come Gilead, che detengono grosse liquidità all'estero, mentre lo stesso non vale per i giganti della tecnologia e dei social network. La Fed ieri ne minimizza i possibili effetti sulla crescita, mentre l'inflazione non arriverà mai. Il probabile passaggio della riforma fiscale pur nella sua forma edulcorata elemento di frattura definitiva con la classe media
13-12-2017
Dopo la "cessione" del pacchetto di Unicredit, contestata dalla BCE lo stesso schema non è disponibile a altre banche come mostra stamane il rinvio di Banco-Bpm, tra le grandi la messa peggio insieme a MPS
13-12-2017
Oggi decisione sui tassi in America, Facebook decide di pagare le tasse nei paesi dove viene erogato il servizio, e i Democratici mettono il primo tassello per riconquistare la maggioranza. Tre cose tutte collegate con la probabilità che passi o meno la riforma fiscale. Ci attendiamo di nuovo un dollaro in indebolimento e una borsa molto selettiva sui titoli: i tempi dei grandi rialzi sono probabilmente finiti
12-12-2017
Secondo quanto riporta confusamente la stampa finanziaria, Unicredit dovrebbe scendere al 20% di partecipazione nei diciassette miliardi di sofferenze