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28-05-2018

Cottarelli Tranquillizza i Mercati, Non l'Economia Reale

A giudicare dalla prima reazione dell'euro gli investitori esteri sono ora rassicurati sulla permanenza dell'Italia in area euro, mentre sono subito arrivate le manifestazioni di solidarietà ipocrite dei perdenti al capo dello stato, come a riguadagnarsi un posticino nel possibile formando governo di Cottarelli.

Invece che perdere tutto questo tempo Mattarella, il cui discorso di ieri sera era pieno di inutili scarichi di responsabilità, avrebbe dovuto constatare da subito la incostituzionalità del programma sul vincolo di pareggio e evitare discussioni sulle persone. Con quel contratto di governo, Savona o meno, l'Italia sarebbe arrivata allo scontro frontale su accordi europei presi liberamente e non era quello su cui le forze che costituivano il formando governo avevano vinto le elezioni.

Così la prima carica dello stato diventa attaccabilissima e francamente molto difficile che chi ha vinto le elezioni si coalizzi intorno a un tecnico che anche ha simpatie politiche opposte, immaginiamo, se ha servito sotto il governo Letta.

Cottarelli, a parte avere sparato cifre di fantasia sul costo del governo Conte nei giorni scorsi, ma era campagna, è molto preparato ma come commissario alla spending review ha si identificato correttamente i capitoli di spesa da tagliare, ma poi non ha ottenuto nulla durante il suo mandato.

I prezzi dei titoli di stato e la borsa probabilmente rimbalzeranno in questi giorni venturi; entrambe elementi su cui troppo si è concentrato il discorso di Mattarella. Quando si dice che il costo del debito è salito in questi giorni e che la borsa ha bruciato decine di miliardi si dice una stupidaggine perché si tratta di economia di carta. Come già ricordato la durata media del debito in Italia è sette anni per cui l'aumento dei rendimenti, che comunque avverrà non appena la BCE smette di comprare titoli di stato, impatta su emissioni che al massimo rappresentano un settimo del totale. Sulla borsa, il Flottante è una frazione delle capitalizzazioni e soprattutto la detenzione diretta di azioni da parte dei privati è minima. Mattarella ha detto una schiocchezza.
Anche se non si parla di euro i prezzi delle banche in borsa devono crollare e non ha a che fare con il programma di governo ma con la loro detenzione di titoli di stato e le pratiche scorrette di contabilizzazione delle sofferenze. Non c'era niente ieri nel discorso di Mattarella che ammettese questi squilibri, che niente hanno a che fare con i programmi di governo ma molto hanno a che fare con la pratica costante di nascondere favorita da tutti i precedenti governi recenti.

Con il modo invece con cui si è messo fine al tentativo di governo, i sentimenti di antipolitica non possono che crescere.

Su un eventuale rimbalzo liquideremmo dunque qualsiasi posizione azionaria in Italia, la credibilità delle istituzioni è ora ridotta al minimo.

In attesa di vedere se Cottarelli coalizza una maggioranza politica vera intorno al suo programma: se questo accadesse la borsa, ma anche l'economia reale, ne beneficierebbero grandemente: la probabilità che accada oggi ci sembra molto limitata, anche se davvero sarebbe auspicabile.
 

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