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05-06-2009

Enel (2), perchè il titolo scende e dovrebbe ancora scendere

Certo che la macchina mediatica che si muove intorno all'operazione Enel è gigantesca.
La pubblicità che passa per radio dice che si tratta di una grande operazione, grande come cento centrali, come se Enel di centrali non ne avesse già abbastanza.
Ieri Conti ha annunciato di partecipare all'aumento di capitale con circa 700 mila euro. Certo che con un pacchetto rimunerativo di 3 milioni di Euro per il 2007 ed il 2008, nonostante i risultati disastrosi di titolo e società, quei soldi li può rischiare.
Il metodo che usiamo in questo sito per selezionare i titoli da una definizione del prezzo dell'azienda più ampia del semplice prezzo di borsa. Ad esso somma i debiti della società al netto della cassa, per ottenere il vero prezzo che un compratore teorico della società dovrebbe sostenere (l'Enterprise value, si veda il glossario).
L'enterpise value di Enel a 3,6 euro di prezzo di borsa, si aggira intorno agli 80 miliardi. Otteniamo questa cifra moltiplicando i circa 6,2 milardi di azioni in circolazione per il prezzo di borsa e sommando a quanto ottenuto 58 miliardi di debiti al netto della cassa. Possiamo anche dimenticarci che il valore dell'azienda scenderà di oltre un miliardo e mezzo il 22 giugno per effetto dello stacco dei dividendi, cui le nuove azioni non hanno diritto.
Ora l'azienda va a emettere altri 3, 2 miliardi di azioni, un aumento del numero delle azioni del 52% a fronte di mezzi liquidi, ad un prezzo di 2,48 di circa 8 miliardi.
L'Enterprise value passa quindi da 80 a 88 miliardi, un aumento del 10%.
Gli azionisti però che si spartiscono quel Enterprise value aumentano del 52%.
Senza fare previsioni sull'andamento aziendale, il titolo dovrebbe scendere per riflettere il fatto che invece che 100 azionisti a spartirsi 80 miliardi ce ne sono ora 152 che se ne spartiscono 88. Magari il meccanismo che si muove intorno ai collocatori sosterrà il prezzo del titolo, ma a meno di clamorose sorprese sugli utili, l'Azione sarà molto più sopravvalutata di quanto lo sia oggi.
A marzo, al culmine di questa crisi, sembrava che i comportamenti dovessero cambiare. Dopo un + 40% di borsa, tutto è tornato come prima.
E' solo il cittadino che può difendersi da un informazione che assume spesso i toni del grande fratello.

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