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27-07-2017

Euro, Sempre Più Vicino alle Due Velocità, e Bisogna Tenerne Conto

Certo la Fed fa di tutto per non dare risposte chiare, sulla consapevolezza che fare le cose giuste per l'economia reale significa far crollare i mercati finanziari: ieri sera il comunicato è stato di una vaghezza tale da far capire agli speculatori sulle divise che nessuno si deciderà mai a prendere decisioni.
Ma l'euro è fortissimo anche contro franco svizzero, contro yen e contro sterlina, dunque non è solo il dollaro a indebolirsi.
 
Ora non ci vuole un economista per capire, che quali che siano le proiezioni sul Pil di governo, FMI e UE, un euro più forte contro tutte le aree verso cui l'Italia esporta leverà diversi decimali di crescita.
 
Nessun ne parla chiaramente, assurdo che la Grecia sia tornata sul mercato con emissioni sotto il cinque per cento che certamente comprerà la Bce pur di convincere i risparmiatori a sottoscriverle: ma questo euro rende irreversibile il processo di continuo peggioramento dello stock di debito pubblico italiano e greco.
 
E' lecito pensare che i Tedeschi favoriscano questo rafforzamento della divisa  oltre che per riaggiustare il proprio surplus commerciale al fine di forzare la mano al governo italiano sui necessari riaggiustamenti di spesa.
 
In assenza dei quali, dopo le elezioni tedesche e con un Draghi oramai impossibilitato a prolungare oltre gli acquisti titoli, la strada di due euro, uno forse a 1,3 contro dollaro per la Germania e uno intorno alla parità per Italia e Grecia è l'unica strada percorrribile.
 

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