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22-09-2017

Facebook, Amazon, Google i Monopoli ora Scricchiolano Davvero

Ieri Zuckerberg, subito dopo che l'azienda è stata costretta a dare evidenza di tremila annunci pubblicitari chiaramente destinati a influenzare l'esito delle scorse elezioni presidenziali, con grande ipocirisia si è spinto ad affermare che Facebook sta lavorando per proteggere l'indipendenza delle elezioni tedesche del ventiquattro.
  
L'area pù comunemente discussa sulla effettiva non neutralità di questi gruppi nel presentare le notizie è quella in cui certi annunci vengono bloccati o rallentati per spingerne altri http://www.sandiegouniontribune.com/opinion/the-conversation/sd-what-is-net-neutrality-20170712-htmlstory.html.


Ma vi sono, come nel caso delle elezioni americane, azioni subliminali più sottili come quella basata sul preteso giudizio del cosddetto "influencer": se lo dice lei o lui, allora deve essere vero.
Vi è poi eccltatante il caso di Amazon che su Whole Foods ad esempio consentirà una esperienza di acquisto più agevole solo a coloro che utilizzano il suo sistema di pagamento: come dire, se non vuoi stare due ore al supermercato, fisico o vrtuale che sia, devo essere anche la tua banca.

E'ancora molto diffusa la conivnzione che questi siano strumenti di democrazia e di libera espressione, basta guardare cosa viene pubblicato su Facebook, ma sono esattamente il contrario.

Il senato americano, a maggioranza repubblicana, ha grande interesse a che questi monopoli vengano disciplinati, tranne il caso di Fecebook larga parte di queste aziende sono presidi democratici ed è chiaro che la "collaborazione" tra Trump e Facebook sulle elezioni americane mette tutti in grande difficoltà, certo larga parte del partito non ne era al corrente. 

La mossa della UE di imporre una web tax su un servizio che è dematerializzato non ha senso, se non quello di cercare ci colmare il buco che lascerebbe la Gran Bretagna: che offre venti miliardi di compensazioni contro i cento richiesti dalla Unione. Tra la'LTRO è un arma a doppio taglio perchè allora gli Stati Uniti tasserebbero ad esempio Yoox in America se un consumatore americano si compra un articolo di moda dal portale italiano.

Ma aggiunge alle pressioni su gruppi che sono sempre meno difendibili:il numero di posti di lavoro che Amazon disgtrugge, l'esempio recente di R Toys è infinatamente superiore ai vantaggi per il consumatore, che oggi un libro lo compra spesso a prezzo minore in lbreria che on-line.

Le cose non cambiano mai perché la politica ne intuisce la portata, ma perché diventano insostenibili.

In borsa, crediamo davvero che i "Fang" abbiano raggiunto i loro massimi
 
 

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