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14-09-2012

Fed, Ora l'Inflazione Puo' Davvero Volare

Quaranta miliardi al mese di acquisti di titoli legati ai mutui (cosi' il Tesoro potra' liberarsi della sua partecipazione in Aig) innalzamento degli obiettivi di crescita del Pil, allungamento della scadenza del periodo per cui i tassi saranno tenuti dichiaratamente bassi.
La scommessa di Bernanke, che contiene una contraddizione implicita -agiamo perche' la crescita e' debole ma aumentiamo le previsioni di crescita - e' volta anch'essa, come nel caso degli interventi europei, a modificare le aspettative. La contraddizione risulta evidente analizzando le previsioni della Fed per i vari aggregati sul periodo 2012-2015: tasso di disoccupazione previsto in discesa, forte ripresa nella crescita del Pil ma prezzi stabili o addirittura al ribasso rispetto alle ultime rilevazioni.

In un'economia che si basa per due terzi sui consumi, queste misure creano invece senz'altro aspettative inflazionistiche (a differenza che in Europa qui gli acquisti di titoli creano davvero moneta in circolazione, perche' non vengono "sterilizzati", ritirando dal sistema la liquidita' generata sul mercato)  cui si spera che i consumatori americani inizino a reagire anticipando i consumi. Si conta inoltre sul fatto che una ripresa dei consumi dia una mano all'occupazione, il che sembra piuttosto difficile perche' per consumare di piu' non bastano le aspettative, ci vuole anche uno stipendio. A meno che le banche ritornino a prestare denaro con la liquidita' ottenuta: nelle prime due operazioni non e' successo.

Il Rischio di una misura del genere e' altissimo ma Bernanke ritiene che smontarla nel caso non funzioni sia relativamente facile: mai come ora pero' gli interventi sono indirizzati a cambiare la psicologia, la reazione contraria se non funzionassero non puo' quindi essere cosi' blanda come il numero uno della Fed si attende.
L'altra grossa scommessa, ma e' probabile che cosi' sia vinta, e' che l'amministrazione Obama venga rieletta, perche' altrimenti, i repubblicani non ne hanno fatto mistero, le pressioni per un cambiamento di corso radicale della politica monetaria porterebbero alla rimozione di Bernanke.

Mai nella storia modificare le aspettative sui mercati finanziari ha portato ad effetti positivi duraturi dell'economia, ma e' probabile che i mercati, soprattutto quello americano rimangano in stato di grazia ancora per un po' (forse le salite di borsa non eguaglieranno quelle seguite alle prime due operazioni di "QE" perche' qui le misure si inseriscono in un mercato che e' gia' salito molto). Ma la correzione che dovrebbe intervenire sui mercati per evitare uno scenario di Inflazione fuori controllo difficilmente arrivera' se non in presenza di un riacuirsi della crisi europea.

Nel frattempo le nostre scommesse su un nuovo indebolimento dell'euro e l'aumento di volatilita' sull'indice americano al portafoglio sintetici  probabilmente continueranno a farci soffrire. Se dovessimo accorgerci che queste misure creano il miracolo che i mercati si attendono, le chiuderemo anche in perdita. Per ora proviamo a tenere.

E' davvero difficile, oggi manderemo nuovamente una newsletter con previsioni sui vari aggregati, capire quanto questa euforia, che e' solo basata sulla speranza di convincere  gli investitori che la situazione e' sotto controllo, possa durare. Per coloro che ritengono ci sia ancora spazio sui mercati azionari riteniamo che il nostro portafoglio globale insieme a quello sulle materie prime, in entrambe aumenteremo titoli sensibili all'Inflazione, sia la migliore scommessa.
Forse siamo solo cresciuti con la convinzione che l'andamento delle borse e deli titoli debbano riflettere, con qualche anticipo magari, i fondamental delle economie. Qui si conta su un "Grande Fratello" che ci dice come vorrebbe che fossero le cose e perchè ci dovremmo credere, anche se la realta' e' diversa. Non riusciiamo a convincerci che il corso della storia possa essere cambiato dalla comunicazione, piuttosto che dai fatti.

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