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06-04-2018

Fiat Chrysler tra Fantasia e Realtà

Torniamo a  vendere allo Scoperto Fiat Chrysler, dove a giudicare dalla spinta delle banche di investimento "serve" un prezzo del titolo superiore ai venti euro per gli scopi dell'azionista di riferimento.

Il titolo ha fatto oltre il dieci per cento in due sedute, prima per le vendite di Jeep, che contano tuttavia abbastanza poco in termini di risultato di gruppo, poi per la decisione del consiglo di scorporare Magneti Marelli.

Magneti è davvero poco interessante per un investitore e il percorso verso la Quotazione ci sembra davvero tortuoso.

Ma come accade per i titoli tecnologici in America, Fiat Chrysler è più interessata al prezzo del titolo in borsa che al piano industriale sia per riequilibrare i bilanci che per gli interessi degli azionisti di riferimento, non ultimo Marchionne che l'anno venturo esce, sperando in una liquidazione quasi miliardaria.

Ci sono buone ragioni: come per Netflix e Tesla il rapporto debito Mezzi propri dell'azienda fa spavento: quasi quattro volte per Fiat Chrysler, tra le cinque e le sei volte le prime due.

L'unico modo per riequilibrarlo è piazzare azioni a sovrapprezzo sul mercato, perché dI nuovi debiti queste aziende non ne riescono a fare.
 
 
 


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