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13-11-2018

Italia e Gran Bretagna, Due Passaggi Importanti

Ci sbaglieremo ma la sensazione, a giudicare dal contenuto di quello che Barnier oggi invierebbe alla Gan Bretagna è ch davvero si faccia di tutto per non farne niente o almeno per convincere i Britannici ad un secondo referendum.
In Italia dopo il teatrino di ieri sugli incontri cui non avrebbe partecipato Tria,  è probabile non si capisca molto dalla risposta che il ministro dell'Economia invierà oggi a Bruxelles: se dunque le due parti hanno concordato una soluzione di facciata che consenta al governo di dire che le cose si fanno ma poi sul piano dei conti non avvengono (chi va in pensione a quota 100 subirebbe un taglio sino al 30% della pensione, come per il reddito di cittadinanza sembra misura concepita perché vi possano aderire in pochissimi). 
Ci sembra lo scenario più probabile, il che non risolve anzi aggrava la mancanza di sostegno agli investimenti (tagli importanti a Industria 4.0, probabilmente la cosa migliore dell'era Renzi), ma consentirebbe alle borse e  soprattutto ai tassi sul debito di prendere una pausa da questa pressione. Il Rischio di una posizione di compromesso è che venga presentata come una vittoria dall'esecutivo e che quindi la corda si tenda ancora di pù scatenando, se ve ne è ancora bisogno, nazionalismi estremi.
Lo scenario migliore per l'economia, anche se più traumatico sul piano politico, sarebbe invece quello in cui l'Italia viene sottoposta a una procedura, sul debito (non sul deficit), pluriennale, che prevede revisioni trimestrali per un periodo esteso. Verrebbe certo rifiutat sdegnosamente dal governo ma a quel punto il tema della permanenza dell'Italia nell'euro sarebbe da risolvere, e la crisi politica inevitabile.
Inoltre con l'ennesimo salvataggio di una banca ieri, è abbastanza evidente che i soldi del prestito subordinato che viene forzatamente assimilato a capitale le banche che hanno "volontariamente"  buttato dalla finestra trecentocinquanta mlioni non li rivedranno facilmente, mettersi a contestare la procedura di infazione vorrebbe dire una crisi di liquidità per banche ben più grandi (Banco-Bpm ad esempuo o MPS in cui lo stato non puà buttare altri soldi dei contribuenti perché si è impegnato ad uscirne entro il 2021.)
Se i politici non ci arrivano da soli perché più interessati ai voti che al bene del paese, una disciplina imposta dall'esterno potrebbe essere la unica soluzione per gradualmente liberare risorse verso gli investimenti produttivi. La gestione della crisi greca da parte delle autorità di Bruxelles non è stata certo edificante ma lì si trattava di correggere errori passati, qui i danni sono in corso e possono solo aumentare altrimenti. 

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