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31-12-2010

Obbligazionario, quali le opzioni

Sulla stabilita' della moneta unica si scrivono tante cose contradditorie, ma basta un po' di semplice aritmetica per capire che la situazione del debito pubblico non e' sostenibile in larga parte dei paesi aderenti. L'euro non ha alcuna possibilita' di sopravvivere in questa forma, se non in presenza di un'armonizzazione delle politiche fiscali. Ci sembra pero' che questa ipotesi rappresenti utopia, perche' vorrebbe dire smantellare grande parte della macchina statale e dell'impiego pubblico: i voti, in Italia o altrove sono troppo preziosi per essere sacrificati all'interesse comune.
I tassi hanno iniziato a salire dovunque e quello che e' piu' preoccupante, in presenza di Inflazione quasi nulla: sono quindi i premi di Rischio che gli investitori richiedono ad aumentare non, come succedeva un trentennio fa, i tassi nominali.
Riteniamo molto probabile un ulteriore salvataggio in ambito euro nel corso dei prossimi due mesi: il candidato naturale e' il Portogallo, non perche' sia messo peggio di Italia o Spagna ma perche' e' l'ultimo intervento che il Fondo Europeo di Stabilita' si possa permettere.
Se accadra' allora i tassi in Italia e Spagna inizeranno a salire molto.
E' infine previsto che i criteri ridicoli con qui sono stati compilati gli "stress test" sulle banche europee vengano rivisti nel corso del prossimo trimestre. Se banche come Unicredit o Ubs dovessero rappresentare a valore di mercato le proprie attvita', il Rischio di fallimento sarebbe altissimo. Certo si puo' ancora a posticipare i tempi delle verifiche ma la nostra sensazione e' che la corda si rompera' da sola se non si inizia a dire, almeno gradualmente, come stanno le cose.
Tre allora i criteri da seguire nell'investimento obbligazionario

1) Investire sulle scadenze brevi, massimo due o tre anni. In caso di aumento dei tassi sono quelle che soffrono di meno ed il maggior rendimento sulle scadenze lunghe non compensa per il Rischio;
2) non comprare nulla di qualita' inferiore ad un Rating AAA. Non si ascoltino le sirene delle banche che cercano di piazzare le proprie obbligazioni ( o le une le obbbligazioni delle altre) nei portafogli dei clienti per risolvere i propri problemi di raccolta;
3) destinare la stragrande maggioranza, se non la totalita' dei propri investimenti a divise diverse dall'euro. I paesi occidentali, ma ci ripetiamo, che ci sembrano affrontare con piu' rigore i problemi di finanza pubblica sono la Gran Bretagna ed il Portogallo.
Due spunti per il portafoglio obbligazionario:

1) Uk Treasury 4,5% 7/3/2013 GB00B29WRG55
2) Norwegian Government 6,5% 15/5/2013 NO0010144843

Divise piu' esotiche sono anche attraenti ma richiedono attenzione piu' frequente (il nostro consiglio sul Real Brasiliano avrebbe prodotto negli ultimi due mesi un rendimento non lontano dal 10% assoluto).

Per la costruzione dei portafogli obbligazionari rimandiamo al nostro servizio di consulenza di cui al bottone in alto in home page.





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