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Lavoro nel mondo
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04-07-2008

Parmalat, Randstad, due casi di buona gestione

Nei giorni scorsi Citigroup ha visto respinta la richiesta di non ammettere certi documenti alla causa statunitense che la vede opposta a Parmalat. Sino ad ora la società di Collecchio è stata molto abile a portare a casa denaro da banche che avevano responsabilità importanti nel corso della gestione Tanzi. Non si tratta è vero di utili legati alla gestione corrente, ma questi rimborsi entrano a far parte diretta del conto economico dell'azienda, che può così guardare sui mercati internazionali per acquisizioni che le consentirebbero di ridurre in modo notevole i costi di produzione (il gruppo è in competizione con la giapponese Kirin per l'acquisizione del produttore australiano Dairy Farmers).
Eventuali acquisizioni contribuirebbero quindi da subito a migliorare il conto economico. Al netto dei debiti l società ha oltre un miliardo di cassa e bravo è stato Bondi a resistere alle pressione degli investitori istituzionali, soprattutto hedge fund che volevano questa cassa fosse distribuita in forma Dividendo, a testimonianza se ce n'è bisogno che questi investitori spesso del futuro dell'azienda non si occupano troppo. A giudicare dal calo degli utili del primo trimestre, -18%, il risultato operativo del 2008 potrebbe essere migliore di quanto il mercato si aspetti.
Quelle di Randtad, società olandese che si occupa di lavoro temporaneo, hanno secondo noi dell'incredibile. Il settore viene penalizzato nella percezione che un rallentamento del ciclo economico comporti una minore richiesta di lavoro temporaneo; di fatto, con l'aumento della flessibilità che segue a periodi di crisi, la percentuale di lavoratori "precari" aumenta per cui l'effetto non è cosi evidente. La società è poi presente in tutto il mondo, quindi anche dove la domanda di lavoro sta crescendo, vende a sei volte gli utili storici, che anche se si dimezzassero vedrebbero ancora l'azienda a multipli molto inferiori al mercato. Il gruppo, al netto della cassa, non ha debiti.
Per trasparenza, comunichiamo che entrambe le società sono parte del nostro portafoglio personale.

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