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22-01-2018

Stati Uniti e Germania, le Conseguenze per le Borse

Dopo un fine settimana in cui sembrava scontato l'accordo al senato americano sulla Finanziaria, l'amministrazione americana ha aperto ad una soluzione condivisa sui figli degli immigrati senza passaporto che vivono negli Stati Uniti ("Dreamers")  è arrivato il no dei Democratici che nonostante il voto sia fissato oggi al Senato richiedono ulteriori concessioni.
Dalla vicenda esce male tutta la politica agl occhi della opinione pubblica ma dopo la mossa di ieri sera, che a questo punto ha conseguenze concrete dato che oggi diversi uffici non potranno operare regolarmente (inclusi quelli che elaborano le statistiche economiche) sono i Democratici a uscirne peggio. La vicenda crediamo avrà ripercussioni sulle elezioni di metà mandato di novembre dove è probabile che l'attuale amminsitrazione esca rafforzata: gli effetti della riforma fiscale saranno inizialmente positivi e sarà solo più avanti che se ne vedranno gli effetti depressivi, soprattutto sulla classe media.
Questo vuol dire che per i prossimi due o tre anni vi è da attendersi Stati Uniti sempre meno presenti in politica internazionale e sempre più concentrati su politiche economiche di tipo protezionistico.
 
I paesi che in area euro ne risentiranno più pesantemente sono soprattutto l'Irlanda, che dopo la mossa di Apple vedrà una presenza sempre meno significatva delle grandi multinazionali allora attratte con incentivi fiscali e l'Italia, che esporta tanto in area dollaro e che non ha grande voce nell'Europa che si sta formando.
 
La Cina non ha dunque grandi rivali nella politica di progressivo controllo delle risorse naturali che alimentano le principali industrie innovative. E' sulla Cina che possono trovarsi le migliori opportunità di investimento.
 
D'altra parte la vittoria di misura di Schultz, contro la base giovane di tutto il partito, vuol dire che la Merkel dovrà con ogni probabilità assegnare ministeri chiave al SPD, sembra scontato quello prima ricoperto da Schaeuble.
 
L'SPD dovrà scegliere a questo punto tra una politica economica interna volta a favorire i lavoratori tedeschi, in particolare in tema di contrIbuti sociali, e l'opposizione al piano franco tedesco per la formazione di un fondo comune europeo (che di europeo ha solo il nome), che vedrà, secondo la bozza presentata nei giorni scorsi da economisti dei due paesi, la sola responsabilità degli stati aderenti sui problemi dei sistemi bancari domestici: l'Italia crediamo non ha alcuna possibilità di ottenere concessioni inteme di regole sulle sofferenze bancarie.
 
Stamane, abbiamo atteso nel fine settimana perché speravamo in decisioni politiche di maggiore equità, modifichiamo quasi tutti i portafogli: peso preponderante agli emergenti e al portafoglio materie prime su società cinesi o a capitale cinese, sovrappeso di piccole e medie capitalizzazioni tedesche in Europa, ritorno sulla industria pesante sui portafogli che contengono titoli americani.
 
In Italia rimane davvero molto poco da guardare anche se da qui alle elezioni possibile si assisterà a qualche fiammata guidata in particolare del comparto bancario.
Questa settimana i risultati del gruppo Fiat Chrysler getteranno un po' di luce sulle ragioni, a nostro parere insostenibili, della grande corsa in borsa dei titoli del gruppo.
 

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