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Lavoro nel mondo
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06-10-2008

Bce, serve subito un taglio dei tassi

Due settimane fa Paulson prima del rigetto alla camera della prima versione del piano, si diceva convinto che anche gli europei avrebbero lavorato ad un analogo piano. La proposte del ministro delle finanze francese è invece stata accantonata in modo quasi derisorio da Sarkozy durante il G4.
Oltre che al tracollo dei mercati, nella giornata di oggi abbiamo assistito a movimenti relativi tra le varie valute che ricordano le grandi svalutazioni della lira. Ad un certo punto, il dollaro australiano è arrivato a perdere circa il 10% contro dollaro.
I differenziali di tassi tra Stati Uniti e Giappone e resto del mondo dall'altra parte creano di continuo pressioni speculative che niente hanno a che fare con il ritorno ai fondamentali di cui parlava nel corso della medesima riunione il primo ministro italiano. Sostenere in questo ambiente che l'Inflazione, quella generata da materie prime, sia ancora una minaccia suona ridicolo. La Bce sembra preoccupata dagli effetti sui salari; basterebbe forse lasciare che le categorie meno privilegiate ottenessero ritocchi in busta paga chiedendo ai singoli governi di mettere mano agli stipendi dei grandi manager, che non sono solo strapagati nelle banche, ma anche nel pubblico o nelle società a partecipazione statale.

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