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14-11-2016

Dollaro, Perché Riteniamo a Breve di Nuovo al Ribasso

Il dollaro era a 1,14 subito l'annuncio della vottoria di Trump ora sta a 1,07 su una serie di speculazioni a nostro parere campate in aria:
1) Si dice ad esempio che la Apple voglia rimpatriare i 200 miliardi di liquidità, mossa annunciata da Cook dopo la sentenza che condanna l'azienda al pagamento di imposte all'Irlanda. Visto che il reimpatrio non cancella questioni pregresse, sarebbe proprio folle, ora che il coefficiente fiscale è negli Stati Uniti il 35%, farlo prima di vedere cosa fa Trump.
2) I tassi sono molto saliti in America, ma sono saliti di più nell'area periferica europea. Per gli Stati Uniti lo si attribuisce al Rischio inflattivo che le politiche espansive di Trump porterebbero.
    Ma in presenza di un forte deficit di bilancio che aumenterebbe con i muri e le altre idee sull'allontanamento dei clandestini, il dollaro deve indebolirsi, non rafforzarsi.
Abbiamo la sensazione che si tratti di una operazione concordata tra banche di investimento per trasmettere la sensazione che ora gli Stati Uniti non sono più deboli. 
Non appena i mercati inziano a correggere crediamo questa stortura si correggerà violentemente.
3) Sul referendum italiano, può darsi che se vince il no inizino speculazioni sull'uscita dell'Italia dalla UE: sospettiamo che alla futura amministrazione americana del referndum italiano non importi nulla, quindi, dopo il ricompattamento de PD crediamo le possibilità del si siano decisamente aumentate. Comunque, se l'Italia esce, l'euro è più forte non più debole.
 
 
 

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