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11-03-2019

Banca Ifis, Casa Agnelli Sempre Più Interessata al Prezzo di Borsa che al Futuro delle Aziende

Bossi ha portato un piccolo istituto a risultati straordianri, prendendo due decisioni, che richiedevano molto coraggio e che forse oggi non funzionano pià come prima ma che hanno consentito di costruire numeri di eccellenza: nel 2011 la decisione di comprare titoli di stato all'inizio degli interventi di Draghi, poi quella di entrare nel mercato della ristrutturazione del debito.

Da tempo crediamo che lo smaltimento vero delle sofferenze bancarie sia giunto al termine, sembra oggi che il ritiro dell'offerta di Advent su Cerved lo confermi, le operazioni che vengono sbandierate dalle banche sono quasi tutte cessioni finte, a veicoli partecipati dallo stesso gruppo bancario.

Ma Bossi ha avuto il merito di prendere la parte buona, quella in cui i crediti in sofferenza si potevano recuperare perché in capo a privati e non a imprenditori con forti legami politici.

Come noi la borsa ha iniziato a pensare che questo mercato sia verso la fine, portando il titolo a livelli molto bassi. Se sia o meno un affare è difficile da dire, quello che è certo è che il successore di Bossi cercherà di pomapre il titolo in borsa.

Ora l'azionista di riferimento decide di abbandonare la vecchia gestione (certo Bossi ci credeva, è il secondo azionista con i tre per cento) perché come oramai succede spesso in borsa giudica la gestione di una azienda dal prezzo di borsa non dalla qualità dei risultati; qui i risultati sono comunque buoni ma il titolo è crollato mentre sempre in casa Agnelli il titolo della Juventus ha fatto tantissimo ma la gestione aziendale è disastrosa: Marotta aveva ragione a non voler prendere Ronaldo perché il club ora si è buttato in una partita che è sostenibile solo se il prezzo di borsa continua a aumentare, si parla di altri acquisti a prezzi folli di un Brasiliano.

Questa famiglia ha sempre  cercato di spingere in borsa i propri titoli, magari a scapito delle strategie aziendali: dopo l'annuncio di qualche mese fa che Fca si sarebbe accodata alla moda di condannare per sempre il diesel, nell'epoca Marchionne l'annuncio aveva avuto impatto positivo sul titolo, nei giorni scorsi l'azienda fa marcia indietro completa e dichiara ora che la produzione continuerà.
 
 
 
 

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