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22-01-2009

Che cos'è una "bad bank"

La ragione principale che viene addotta alla mancanza di credito concesso da parte delle banche sta nella difficoltà di valorizzare quella parte di attivi incagliati in crediti poco o quasi per nulla esigibili.
Poiché le banche nell'attività di erogazione del credito debbono rispettare coefficienti patrimoniali che le mettano in condizione di affrontare possibili situazioni di insolvenza da parte dei debitori, esse cessano di erogare ulteriore credito perché non sono in grado di valutare quanta parte di questi crediti di difficile esigibilità siano davvero recuperabili.
Si fa strada allora l'idea di accorpare i crediti "cattivi" in banche controllate dai governi; esse procederanno alla graduale ma ordinata liquidazione di tali crediti (anche se con probabili perdite per il contribuente) mentre le banche commerciali, sgravate dei crediti inesigibili, potranno tornare a prestare denaro.
La Gran Bretagna è il paese che si è incamminato prima su questa strada. Il mercato capisce poco di quello che sta succedendo per cui l'ipotesi che banche come Barclays possano essere nazionalizzate porta ad una percezione di maggior Rischio per coloro che affrontano il problema.
Si dice, ed il nostro ministro del Tesoro non perde occasione per affermare che gli altri sono messi peggio di noi, che il problema non riguardi le banche dell'Europa continentale ed in particolare, con l'eccezione di Unicredit, quelle italiane. Sorge allora spontaneo domandarsi come mai neanche le banche italiane imprestino più soldi alle imprese. O si tratta di un atteggiamento suicida, il credito ritorna ad essere l'attività principale delle banche dopo il grande esodo dal risparmio gestito, oppure il problema dei crediti inesigibili forse riguarda anche noi, a partire dal credito al consumo.

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