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25-01-2019

Draghi, il Primo a Non Alzare Mai i Tassi

Davvero il nulla assoluto dalle parole di Draghi, con questo mantra infinito dell'Inflazione che un giorno deve arrivare, basta attendere.
L'euro prima si è rafforzato poi in serata è tornato ad indebolirisi ma per un'altra ragione: il prolungarsi della paralisi amministrativa negli Stati Uniti, niente accordo del Senato nenache ieri su una proposta che ora andava bene ai Democratici e alla Casa Bianca, aumenta la domanda di dollari per l'economia reale, perchè quelli che non gprendono da quasi quaranta giorni lo stipendio dallo stato  da qualche parte i soldi li devono pur avere; diminuendo la velocità con cui la moneta circola ne aumenta la domanda.
La cosa più significativa della conferenza di Draghi è che non sono state rinnovate le operazioni di erogazione di liquidità a tasso zero alle banche, quelle denominate TLTRO, anche se in molti le chiedevano.
La ragione principale è una: la banca centrale teme di entrare in competizione con le nuove emissioni di titoli di stato, soprattutto quelle italiane. 
Complessivamente la conferenza di Draghi contiene elementi di supporto alla risalita dell'euro: il banchiere ha ricordato che complessivamente la BCE detiene il venticinque per cento del debito governativo complessivo dell'area euro e che anche se l'istituto non comprerà altro debito la politica viene ritenuta espansiva perchè complessivamente, nononstante Italia e Francia, il debito pubblico dell'area euro è in costante diminuzione.
E' come dire che di QE non se ne faranno mai più e che l'istituto ora è forzato a guardare al debito complessivo dell'area: se l'Italia con le sue banche, ieri Conte in un ennesimo delirio ha ipotizzato aggregazioni di Carige con istituti come BPER che sono già messi male di loro, avrà bisogno di interventi, il paese dovrà accettare operazioni ad hoc dalla banca centrale, ovvero il commissariamento.
 
 
 
 

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