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08-02-2019

Germania, la Politica Distrugge un'Auto Quasi Perfetta

Bombassei qualche giorno fa, finalmente una voce fuori dal coro del buonismo generale e ipocrita con cui si mascherano le peggiori menzogne agli elettori, ha avuto il coraggio di dire quali siano le conseguenze di questa spinta demente sull'auto elettrica https://www.bergamonews.it/2019/02/05/bombassei-leuropa-gigante-industriale-nano-politico-sbaglia-sullauto-elettrica/301527/

Tutto nasce dallo scandalo sulle emissioni di Volkswagen, giustamente punito ma molto strumentalizzato. Gli Americani ne hanno fatto un caso storico perché il loro mercato di diesel ne vende pochi punti percentuali e la loro produzione interna non vede praticamente motori diesel.

La Merkel, forse grande mediatrice ma come tutti i politici moderni priva di conoscenze economiche, l'anno scorso in campagna elettorale è partita con una caccia alle streghe sul diesel, cercando di imbonirsi i Verdi, che l'unica cosa che hanno colorato di verde sono le tasche di molti operai del settore.

Il risultato, l'industria automobilistica americana non va così male, l'altro giorno ottimi risultati di General Motors, le auto elettriche piccole, le uniche che davvero inquinano meno, le fanno i Cinesi  e Audi ha dovuto innovare velocemente per uscire con modelli di auto elettrica che peraltro, loro le auto sanno come farle, sono più belle costano meno e sono più efficienti di Tesla.

Aziende che lavorano nell'indotto come ElringKlinger o Bosch che fanno le centraline di controllo sulle emissioni hanno visto i loro fatturati subire pesanti conseguenze.

Tutto per le ambizioni politiche della Merkel, che subito dopo deve avere capito cosa aveva fatto, se ha deciso di ritirarsi dalla scena elettorale.

Ora rimediare è impossibile: la gente comprerà sempre meno auto, l'altro ieri i principali costruttori hanno lanciato un allarme sull'industria e il caso Renault-Nissan finito con l'epurazione di Gosh  (con quello che guadagnava difficile immaginare che si sia fatto pagare il matrimonio con le spese aziendali come sostiene Renault) è simbolo delle lotte di predominio per un mercato che diventa sempre più piccolo: il territorio europeo poi non è adatto alla dffusione dell'auto elettrica.

Con questa contrazione dell'industria automobilistica è dfficile vedere una ripresa della produzione in Germania: molte aziende attive nella componentistica dipendono direttamente o indirettamente dall'industria automobilstica.

Ora di aziende da comprare ce ne sarebbero in Germania, ma bisognerebbe concentrarsi su quelle oggetto di possibli acquisti industriali di matric estera: peraltro nei giorni scorsi il ministro delle finanze tedesco ha proposto una legge contro le acquisizioni estere, con cui il paese si isolerà ancor di più. Nei momenti critici riaffiorano certe caratteristiche autarchiche della Germania, che non promettono bene per il futuro dell'Europa.
 
 
 
 

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