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30-05-2017

Ilva, un Favore alle Banche

Rilancia la cordata di Jindal e non si capisce perchè il governo dovrebbe accettare l'altra proposta che prevede meno occupazione e vede coinvolto il gruppo Marcegaglia che ha qualche problemino da risolvere con la ex Banca Agricola Mantovana, assorbita  da MPS.   Nè loro nè Mittal nè Intesa tirano fuori una lira, il prezzo di acquisto è di 1,5 miliardi che arrivano dai soldi sequestrati ai Riva. Il Tesoro garantirebbe un' Obbligazione di pari importo e incasserebbe i soldi del sequestro, un colpaccio, soprattutto pensando che in Puglia nessuno della allora amministrazione sembra essere stato responsabile ai tempi di Riva. 

Poi vi è il piano di investimenti ma lì è tutto da vedere se poi viene realizzato, come mostra la storia della società. Jindal ora offre 1,8 miliardi e ha un piano di investimenti più cospicuo e di maggior rispetto ambientale. Probabile che Intesa debba rientrare di qualcosa.

Fare acciaio in Italia non ha più molto senso, con giganti come Posco che hanno costi di produzione circa della metà. Ma ne ha ancora meno se si manda a casa la metà degli operai in un progetto che senza il miliardo e mezzo sequestrato ai Riva non starebbe in piedi.

Il vecchio Riva era stato forzato a comprare quote in Alitalia e per tutte le responsabilità accumulate è stato l'unico a pagare. 
Si ha proprio la sensazione che la politica non voglia prendere alcuna decisione prima delle elezioni, oggi sul rifiuto di Atlante di entrare nelle banche venete si convoca un nuovo consiglio per discutere non si sa bene di che cosa.
Ma a giudicare dalle larghissime alleanze che si potrebbero formare per la prossima legislatura dopo le elezioni sarà ancora più difficile che vengano prese decisioni giuste; sino al punto di rottura.

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