Cerca:
File Icon Versione per stampa
Segnala un amico




Lavoro nel mondo
Lavoro in Italia
13-04-2018

Trump, Possibile Reintroduzione della "Trans Pacific Partnership"

Quando si guarda ai continui cambi di fronte dell'amminsitrazione americana vanno dimenticati gli interessi del paese, bisogna solo concentrarsi su come Trump pensa di ottenere più voti alle elezioni di metà mandato, al netto dell'intervento dei social network, che non potrà che essere più blando.
L 'accordo commerciale con alcuni grandi partner orientali, "TPP", non comprendeva la Cina, ma nel negoziare accordi bilaterali con Corea, il primo e Giappone, l'amministrazione ha pensato di diminuire il potere contrattuale dei Cinesi e quindi di passare all'attacco sui dazi. Oggi la Cina impone dazi medi dell'otto per cento contro il cinque per cento degli Americani. Da qui la posizione di Trump che chiede accordi commerciali alla pari.
La Cina ha un reddito medio per abitante di meno di diecimila dollari, circa un quarto di quello statunitense (dove però trenta milioni di persone sono considerate sotto la soglia di povertà, ai margini della quale si muovono molti lavoratori del comparto agricolo) dunque i Cinesi dicono che il lvello di dazi più alto è giustificato ed è comunque più basso d quello che l'America imponeva quando aveva il medesimo reddito procapite. La discussione è senza esito ma il potere contrattuale è dalla parte dei Cinesi perché rispondono ai dazi di Trump con misure nei settori che più colpiscono la sua base elettorale.
In più il governo Cinese ha promesso ai cittadinii di sussidiare l'aumento dei prezzi agricoli di importazione americana per un periodo di tempo, guadagnando ulteriori consensi dalla base. A termine c'è da scommettere che i massicci investimenti cinesi in Africa, che superano quelli effettuati congiuntamente in Europa e in America, svilupperanno molto il mercato agricolo africano. Per ora investono pesantemente in infastruttre, per preparare l'esodo controllato di parte della popolazione cinese. Tra vent'anni la Cina sarà molto meno dipendnete dalle impotazioni alimentari dagli Stati Uniti.
La sintesi, ci sono senz'altro titoli di produttori agrcoli interessanti sul mercato americano, che potrebbero ricevere un forte impulso nel caso, del tutto probabile in cui Trump facesse l'ennesima marcia indietro.

Segnala un amico

Your email address *
Inserisci l'indirizzo email a cui vuoi segnalare *
 


Commenta (0 commenti)

Devi effettuare l'accesso per vedere i commenti

Altri articoli da questa sezione

18-10-2018
Dei giorni scorsi le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Psa sul vero livello di inquinamento della auto elettrica; disastroso calo delle vendite in Europa
15-10-2018
Difficile la Prossima Commissione Europea dia supporto ai piani dell'esecutivo italiano
10-10-2018
Proteste per il mantenimento dei livelli occupazionali in una banca tecnicamente fallita e che non ha nessuna possibilità di rilancio con quello che è successo a Genova. Unito agli sgravi a ch investe in Btp e alla rottamazione un segno che nulla è cambiato con questa compagine di governo
01-10-2018
Dl primo ottobre rincari del 7,6% della luce e del 6,1% per la elettricità. Da qui parte delle coperture per la manovra scellerata dell'esecutivo. Che inoltre creano inflazione dunque aumento dei tassi
18-09-2018
Nessun dazio sui prodotti elettronici, in un gran favore ad Apple, dazi al 10% e non al 25% e porta aperta al presidente cinese per un accordo questo fine settimana al G20