Cerca:
File Icon Versione per stampa
Segnala un amico




Lavoro nel mondo
Lavoro in Italia
18-07-2017

Unicredit, una Fregatura di F.I.N.O.

In uno dei libri che abbiamo tradotto tra quelli che appaiono nel sito, si dice che tutte le più grandi fregature della storia per i risparmiatori portano acronimi come nomi, sempre in Inglese perchè suona meglio.

Abbiamo davvero la peggior stampa Finanziaria del mondo non si sa se per ignoranza o per piaggeria, se osserviamo come viene presentata l'operazione F.I.N.O. di Unicredit.

Quando Unicredit annunciò l'aumento di capitale la stampa diede per conclusa la cessione di un pacchetto di sofferenze di diciassette miliardi a un veicolo privato di cui Unicredit rimaneva azionista di minoranza.

Quello che il mercato capì era che la banca si era liberata definitivamente del fardello e quindi si affrettò a sottoscrivere l'enorme aumento di capitale.

Ora si scrive https://www.milanofinanza.it/news-preview/unicredit-gacs-in-arrivo-su-fino-201707172102346056 che il veicolo a cui cede rimane partecipato al 49,9 per cento da Unicredit e che sugli  otto miliardi e mezzo di competenza di Unicredit arriverebbe la garanzie statale così che la banca possa metterli sul mercato.

Lo stato ha già garantito quindici miliardi di obbligazioni delle venete e di MPS, dovrebbe sottoscrivere l'aumento di MPS per sei miliardi, garantire il pacchetto per le venete su Intesa, che vale diciassette miliardi e questi otto miliardi e mezzo.
E'evidente che non vi può essere una vera garanzia statale perchè il totale di questi impegni somma circa cinquanta milardi, contro i venti "stanziati" dal ministero dell'Economia per gli interventi sulle banche.

O il Tesoro dichiara garanzia quello che non è, per indurre i risparmiatori a sottoscrivere, e  non vi sarebbe da stupirsi, o non vi è nessuna garanzia.

Siamo verso la fine degli interventi di politica monetaria e lo stato si affretta a trasferire il più possibile il Rischio delle banche sui piccoli risparmiatori. Non appena il programma di quantitative easing sarà terminato, queste emissioni crolleranno.
 
 
 
 

Segnala un amico

Your email address *
Inserisci l'indirizzo email a cui vuoi segnalare *
 


Commenta (0 commenti)

Devi effettuare l'accesso per vedere i commenti

Altri articoli da questa sezione

01-12-2017
I dati di inflazione diffusi in settimana sembrano confermare quanto indicavamo nella scorsa newsletter; e nonostante il massiccio intervento da parte della Fed per indebolire il dollaro, pongono le basi per un suo deciso rafforzamento
27-11-2017
Yen destinato a rafforzarsi pesantemente, al normalizzarsi della politica monetaria. Unica grande economia dove la carenza di forza lavoro, anche determinata dall'aumento dell'età media può creare inflazione da domanda, per la prima volta in vent'anni
23-11-2017
Chi sottoscrive questi strumenti dovrà sempre più capirne il contenuto perché da qui possono passare grosse fette delle operazioni di sistemazione delle sofferenze bancarie. I conti di Astaldi e l'emissione obbligazionaria di Salini Impregilo (tasso 1,75% scadenza 2024) dovrebbero aprire gli occhi
19-11-2017
Ancora una volta il consorzio di "garanzia" può recedere dalla garanzia a suo piacimento. Colossale raggiro che continua, con buona pace della Consob, della commissione di vigilanza delle banche, di Banca d'Italia. Dubitiamo fortemente che questa clausola sia chiara ai piccoli azionisti che subiranno il pressing martellante dei funzionari di Carige perché sottoscrivano le centinaia di milioni che mancano
16-11-2017
Il Tesoro cederà altre quote di partecipate a CdP che per il solito trucco contabile non è consolidata dunque il debito pubblico appare in discesa. Operazioni finanziate con il risparmio postale degli Italiani a cui non viene invece proposto di comprare altre quote di Enav in borsa, che non vorrebbe nessuno